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case sovrane della Germania, e, come aure feconde, vi cospi‐
rarono a crescere, germogliare e produrre le celesti frutte del‐
l’umano e divin sapere i vostri gloriosi maggiori, per imprese
di guerra e per arti di pace chiarissimi. E perché fôra ben
lungo, e materia piú ampia che da chiudersi dentro i brievi
confini d’una lettera, ripetergli da’ loro primi antichissimi tempi,
e perché ad imitare vagliono piú efficacemente i vicini, e piú
di tutti i presenti, cotesti furono un eminentissimo e per dot‐
trina e per alti maneggi sappientissimo cardinal Ernesto Adolfo
d’Harrach, arcivescovo di Praga e vescovo di Trento, il quale,
incaricato degli affari dell’imperadore, intervenne al conclave
di Clemente x; un signor conte Ferdinando Bonaventura di
Harrach, vostro avolo, maggiordomo maggiore e primo mini‐
stro dell’imperadore Liopoldo di gloriosa memoria; i vostri
valorosi zii, monsignor di Harrach, arcivescovo di Salzburgo,
passato a miglior vita, e ’l signor conte feldmaresciallo Gio‐
van Giuseppe conte d’Harrach; invitandovi a generosa gara
il signor conte Federico, primogenito fratello vostro, inviato
per lo regno di Boemia alla Dieta di Ratisbona, ambascia‐
dore alla corte di Torino ed or incaricato degli piú importanti
affari di Sua cesarea cattolica Maestá alle corti dell’Imperio;
come anco il signor conte Vencislao di Harrach, gran croce
della Religione gerosolomitana, ed in acerba, quantunque assai
di senno matura etade, glorioso generale delle galee di Malta,
e per essa Religione ambasciadore al re di Portogallo ed a
questo nostro eccellentissimo signor viceré, vostro padre, ed
ora colonnello nel reggimento del signor conte maresciallo
vostro zio. Ma piú d’ogni altro sopra cotesta grande idea vi
ha formato col vivo esemplo della sua incomparabil virtú e
sapienza, l’eccellentissimo signor conte d’Harrach, odierno vi‐
ceré di questo grande reame, vostro padre degnissimo, il
quale, gloriosamente ostinato del solo giusto e diritto, glorio‐
samente appassionato del solo merito, ha promosso sappientis‐
simi giureconsulti a regî maestrati, dottissimi e santissimi
preti e regolari (e tra questi, con raro esemplo, dentro un
anno o poco piú, cinque regî lettori di questa Universitá) a’
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