— 29 —

nella quale siete nati e cresciuti, della quale è propia la facilitá
che vi ha produtto una signoril eloquenza, con cui sponete
in una naturale, facile e spiegata comparsa le piú astruse ed
aspre materie delle quali imprendete a ragionare (le quali
virtú della mente rendete amabili e care con la singolare soa‐
vitá de’ costumi, i quali a maraviglia temperate di gentilezza
e di gravitá), — con augusti auspíci partiste per lo vostro let‐
terario viaggio da Roma; e, giunti qui in Napoli, vi conci‐
liaste la venerazione di tutti i dotti uomini co’ quali entraste
in letterari ragionamenti, de’ quali sopra tutt’altri mostraste
di dilettarvi di quelli che si facessero d’intorno a materie di
diritto naturale delle nazioni. Con l’occasione d’uno de’ quali,
essendosene l’Eccellenza Vostra riverendissima ricordata, Ella
al lettore di eloquenza di questi Regi Studi, signor Giambat‐
tista Vico, ch’è ’l primo il quale in Italia n’ha scritto, gen‐
tilmente disse di averne in Roma veduto un di lui libro che
ne trattava; e sí gli diede l’ardire di presentarglielo il giorno
appresso, ed Ella con grandezza d’animo gradinne il presente
ed onoronne l’autore. Quindi per lo rimanente d’Italia e per
oltramonti destaste di voi l’ammirazione negli animi degli
piú grandi letterati d’Europa, come del signor abate Longue‐
rue, il quale per l’ammirabile sublimitá del sapere vien ripu‐
tato il Socrate della Francia; del signor Fontenelle, gran filo‐
sofo e mattematico, ond’è riputato uno de’ maggiori ornamenti
dell’Accademia real di Parigi; de’ due rari ingegni de’ quali
va adorna e superba la celebratissima Accademia di Leyden,
voglio dire del signor Graavezande e del signor Vitriario, il
primo assai eccellente nelle scienze fisiche e mattematiche,
l’altro nella conoscenza universale delle leggi e della storia,
apprendendo da quello, come da vivo e pieno fonte, le spe‐
rienze d’intorno alla natural scienza, e da questo il diritto
della natura e delle genti, al qual solo fine imprendeste sí
lodevole e lungo cammino.       Formovvi a cotesta sublime e, per parlare con degnitá,
eroica idea di sapienza la vostra splendidissima prosapia, nella
quale, come ruscelli in fiume, è derivato il sangue di tante
Vico DiritNic 29