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Olanda e nelle cittá libere di Germania, e non nelle altre
nazioni di Europa, ove dappertutto si legge di giurisprudenza
privata. Perché gl’imperadori romani ne chiusero nel Corpo
delle romane leggi
solamente quelle che trattano della privata
ragione, e le menome della pubblica, che parlano de iure
fisci
e degli ordini civili e de’ corpi delle arti e collegi: onde
niuno di tutti gl’interpetri cosí antichi come moderni appli‐
carono l’animo a ragionarne.       Per tutto ciò l’Eccellenza Vostra riverendissima coll’eccel‐
lentissimo vostro signor fratello, indirizzando entrambi i vostri
magnanimi studi al glorioso fine di servire in questa parte
alla gloria del nostro augustissimo imperadore, a cui partico‐
larmente per la giustizia dell’armi s’inchina riverente tutta
l’Europa e l’Asia timorosa s’umilia, si determinarono di fare
un letterario viaggio per conoscere gli uomini valorosi in
sapere, e particolarmente di tal diritto. Nello che seguiste
l’esemplo del saggio Ulisse,
Qui mores hominum multorum vidit et urbes;

faccendo uso per la sapienza de’ fatali errori e delle fatali
tempeste del mare, che sono i bollori e i trasporti della gio‐
ventú, la qual è piú tempestosa nella condizione de’ grandi;
schivando le Calipsi, le Circi, le Sirene, che sono i piaceri
de’ sensi, troppo esposti alla fortuna de’ sovrani; superando
le rabbie funeste di Scilla e Cariddi, che sono le violente
passioni de’ giovani, e piú de’ giovani nati grandi; accorta‐
mente schernendo la fierezza ed immanitá de’ Polifemi, che
sono la ferocia e l’orgoglio, i quali soglion esser vizi de’
grandi. Cosí — forniti di varia e profonda letteratura, la qual
rendete piú ammirabile col sublime ingegno di che siete a
dovizia da una benigna particolar natura dotati, con una viva
presenza di spirito che vi dá la vostra natural signoria, con
una vasta comprensione che vi ha fatto la vostra grandezza,
con un purgato giudizio coltivato da una severissima critica,
con una somma chiarezza di mente provenutavi dalla potenza
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