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IV

Idea d’una grammatica filosofica

A proposito della Grammatica di Antonio d’Aronne.
      La metafisica è una scienza la quale ha per oggetto la
mente umana: ond’ella si stende a tutto ciò che può giam‐
mai pensar l’uomo. Quindi ella scende ad illuminare tutte le
arti e le scienze che compiono il subietto dell’umana sapienza.
Le prime tra queste sono la grammatica e la logica: l’una
che dá le regole del parlar dritto, l’altra del parlar vero.
E perché, per ordine di natura, dee precedere il parlar vero
al parlar dritto, perciò, con generoso sforzo, Giulio Cesare
della Scala, seguitato poi da tutti i migliori grammatici che
gli vennero dietro, si diede a ragionare delle cagioni della
lingua latina co’ princípi di logica. Ma in ciò gli venne fal‐
lito il gran disegno, con attaccarsi a’ princípi di logica che
ne pensò un particolare uomo filosofo, cioè con la logica di
Aristotele, i cui princípi, essendo troppo universali, non rie‐
scono a spiegare i quasi infiniti particolari che per natura
vengono innanzi a chiunque vuol ragionare di una lingua. Onde
Francesco Sanzio, che con magnanimo ardire gli tenne dietro
nella sua Minerva, si sforza colla sua famosa «ellissi» di
spiegare gl’innumerabili particolari che osserva nella lingua
latina, e con infelice successo, per salvare gli universali prin‐
cípi della logica di Aristotele, riesce sforzato e importuno in
una quasi innumerabile copia di parlari latini, de’ quali crede
supplire i leggiadri ed eleganti difetti che la lingua latina usa
nello spiegarsi.
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