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      La comoditá che arrecava il cenare in cotal guisa egli era
che, finita la cena o intermessa, potevano agiatamente, pie‐
gando la spina, coricarsi tutti o, a chi era piú a grado, se‐
dere alla usanza turchesca. Laonde si vede quanto sconcia‐
mente i pittori dipingono Cristo cogli apostoli assisi alla sacra
Cena, e san Giovanni dormir presso lui sulla mensa, contro
ciò che dice il Vangelo: che dormiva sul petto di Cristo; e
cadono in sí fatto errore per non sapere essi l’uso del cenare
asiano.       Eravi altresí nel triclinio il pulpito de’ musici, avvegna‐
ché nelle solenni cene non faceano cosa alcuna che non fosse
da armonioso concento accompagnata. Con la sinfonia si por‐
tavano e rimoveano le mense. Ballando al suono, portavano i
servi i trionfi. Gli schiavi da’ bicchieri, temprando qualche
inno in lode di Bacco, davan a bere. Il trinciante in atto di
schermire, a certi sonori intervalli, or di punta or di taglio
dava i suoi colpi. Il divisore, trescando al suono, ripartiva i
piatti. Sí fatta musica, come adoperata in cose giocose, dovea
esser la frigia, cioè di voci e d’istrumenti acuti, e di tempi
brievi e ritmi o tenori allegri, come di triple cromatiche: onde sí
sovente appo Petronio si odono «acidi» suoni e canti, che noi
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