— 340 —

fondâro le famiglie, e poi le genti
fabbricâro le picciole cittadi,
cui con l’aratro disegnâr le mura;
il concubito vago proibîro,
dier le leggi a’ mariti
e ’ntagliâro nel rovere le leggi:
e questa fu prima sapienza in terra,
ond’è venuto in questo culto il mondo.
Tanta parte, Minerva, hai ne le nozze,
se non le nozze a te si debbon tutte.
      Vulcano qui non danza,
ché ne men danza in cielo;
ma, ’n cambio de l’onor qui da degnarvi,
doni di lui piú propi or v’apparecchia.
In Etna ignivomo
sotto la lurida
fucina altissima
con Bronte e Sterope
altri monocoli
or con le fervide
braccia roboree,
irsute e ruvide
in torno armonico
i lor gravissimi
martelli inalzano
su la ben solida
e grande incudine;
e vi distendono
le lenti e flessili
argentee lamine;
e sí ne formano
gli usberghi lucidi,
i tersi clipei,
le gravi gálee;
e ’l duro calibe
temprato aguzzano,
Vico PoesNic 340