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      A questa immago altera
d’alta virtú guerrera
nascano i figli a voi, ben lieti sposi:
      talché gl’incliti e gravi
bei trïonfi degli avi
sieno a petto dei lor meno famosi;
      e ne le loro glorie
s’ergano sí l’istorie
che poema giammai tanto non osi.
      Son tuoi propi doveri
festeggiar queste nozze,
Mercurio mio, gran messaggier di pace;
ché gentilesca lode è ben di questi
Filomarini padri
esser grati egualmente
al popolo e a’ sovrani
e di placare i re coi lor soggetti,
qual agli uomini tu concili i numi;
come di te poscia cantâr coloro
che vollero di noi
far piú alte l’origini e piú auguste.
Ché tu qui primo in terra
a le plebi per tedio sollevate
di sempre coltivare i campi a’ padri
per solo sostentar l’egra lor vita,
che per salvar pria rifuggîro a l’are,
portasti l’alme leggi,
che Cerere leggifera ti diede:
ch’avessero le plebi
il commerzio de’ campi,
che pria occupâro e reser colti i padri;
e questa fosse loro
la mercé giusta d’obbedire a’ padri,
donde tu avesti di Mercurio il nome.
Indi, nate le guerre,
fosti poi santo apportator di pace.
Vico PoesNic 337