— 332 —

trae fuor le cose in questa bella luce
sotto le varie lor forme infinite
de le quali fornisce e adorna il mondo,
e da tale suo studio
«padri» voi dèi, «madri» noi dèe siam dette.
E quindi avvien che, come Giove abborre
la rea confusïon de’ semi tutti,
che poi dissero «Cao» color che sanno,
cosí odia e detesta
la rea confusïon de’ semi umani,
che prima disser «Cao» le rozze genti.
Intendi, intendi pure
l’alte leggi del fato;
tu t’innalzasti in cielo,
perché Giove con teco e gli altri numi
serbasse in terra le virtú civili,
che pòn sole serbar la spezie umana:
ei comanda le nozze,
che madri son de le virtú civili,
ond’io, moglie di Giove,
le fo certi e solenni,
Venere, dolci, e tu le fai pudiche,
e ’n carmi ne dettò le leggi Apollo;
onde Imeneo sul Pindo a lui sacrato
nacque d’Urania che contempla il cielo,
e l’educâro le sue sacre muse,
che cotesta, che tu pregi cotanto,
eterna castitá vantano anch’elle.
Deh mira adunque,
deh mira intorno
con ciglio grato
tante matrone,
fide custodi
de l’alto sangue
di tante illustri
chiare famiglie,
Vico PoesNic 332