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II

Aggiunta fatta dal Vico alla sua Autobiografia.

(1731)

      Uscita alla luce la Scienza nuova, tra gli altri ebbe cura
l’autore di mandarla al signor Giovanni Clerico ed eleggé via piú
sicura per Livorno, ove l’inviò, con lettera a quello indiritta (1),
in un pachetto al signor Giuseppe Attias, con cui aveva con‐
tratto amicizia qui in Napoli, il piú dotto riputato tra gli ebrei
di questa etá nella scienza della lingua santa, come il dimostra
il Testamento vecchio con la di lui lezione stampato in Amster‐
dam, opera fatta celebre nella repubblica delle lettere. Il quale
con la seguente risposta (2) ne ricevé gentilmente l’impiego:
      Non saprei esprimere il piacere da me provato nel ricevere l’amo‐
revolissima lettera di V. S. illustrissima del 3 novembre, la quale
mi ha rinovato la rimembranza del mio felice soggiorno in cotesta
amenissima cittá: basta dire che costá mi trovai sempre colmo
di favori e di grazie compartitemi da quei celebri letterati, e parti‐
colarmente dalla gentilissima sua persona, che mi ha onorato delle
sue eccellenti e sublimi opere; vanto ch’io mi son dato con gli
amici della mia conversazione e letterati che doppo ho praticato
ne’ miei viaggi d’Italia e Francia (3). Manderò il pacchetto e lettera


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      (1) Cfr. Carteggio, lettera XXIV [Ed.].
      (2) La lettera autografa dell’Athias ha la data di «Livorno, 25 febbraio 1726» [Ed.].
      (3) A questo punto la lettera dell’Athias continuava: «Ho differito il rispondere
a V. S. illustrissima, perché attendevo la cassetta cogli esemplari dal sig. Maz‐
zoni; la quale immediatamente ricevuta, ho apperto e mandato il suo pacchetto e
lettera al signor dottor Giuseppe Averani di Pisa, e similmente pacchetto e lettera
al signor abate Anton Maria Salvini, inviato col signor dottor Verzani, che di qui
ripatriava in Firenze; e la lettera e pacchetto per il signor Isacco Newton ho con‐
segnato al signor Biniamin Crow, ministro della nazione inglese in questo porto,
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