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stata tutta per parti vinta? (E Tacito nella Vita d’Agricola,
avvertendo lo stesso costume negl’inghilesi, a’ tempi di quello
ferocissimi ritruovati, riflette con quest’altra ben intesa espres‐
sione: «dum singuli pugnant, universi vincuntur»). Perché, non
tócchi, se ne stavano come fiere dentro le tane de’ lor confini,
seguitando a celebrare la vita selvaggia e solitaria de’ polifemi,
la qual sopra si è dimostrata.
      [645] Però gli storici, tutti desti dal rumore della bellica eroica
navale e da quello tutti storditi, non avvertirono alla bellica
eroica terrestre, molto meno alla politica eroica, con la qual
i greci in tali tempi si dovevano governare. Ma Tucidide, acu‐
tissimo e sappientissimo scrittore, ce ne lasciò un grande av‐
viso ove narra che le cittá eroiche furono tutte smurate, come
restò Sparta in Grecia e Numanzia, che fu la Sparta di Spagna;
e, posta la lor orgogliosa e violenta natura, gli eroi tuttodí si
cacciavano di sedia l’un l’altro, come Amulio cacciò Numitore,
e Romolo cacciò Amulio e rimise Numitore nel regno d’Alba.
Tanto le discendenze delle case reali eroiche di Grecia ed una
continuata di quattordici re latini assicurano a’ cronologi la lor
ragione de’ tempi! Perché nella barbarie ricorsa, quando ella
fu piú cruda in Europa, non si legge cosa piú incostante e piú
varia che la fortuna de’ regni, come si avvertí sopra nelle An‐
notazioni alla Tavola cronologica. E invero Tacito, avvedutis‐
simo, lo ci avvisò in quel primo motto degli Annali: «Urbem
Romam principio reges habuere»
, usando il verbo che signi‐
fica la piú debole spezie delle tre che della possessione fanno
i giureconsulti, che sono «habere», «tenere», «possidere».
      [646] Le cose civili celebrate sotto sí fatti regni ci sono narrate
dalla storia poetica con le tante favole le quali contengono
contesa di canto (presa la voce «canto» di quel «canere» o
«cantare» che significa «predire»), e ’n conseguenza contese
eroiche d’intorno agli auspíci.
      [647] Cosí Marsia satiro (il quale, «secum ipse discors», è ’l mo‐
stro che dice Livio), vinto da Apollo in una contesa di canto,
egli vivo è dallo dio scorticato (si veda fierezza di pene eroiche!);
Lino, che dee essere carattere de’ plebei (perché certamente
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