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vedemmo carattere de’ plebei che servivano agli eroi nelle
guerre; e ove riferisce che Minerva vuol congiurare contro
Giove: che può convenir all’aristocrazie, ove i signori con oc‐
culti consigli opprimono i loro principi, ove n’affettano la tiran‐
nide. Del qual tempo e non d’altro si legge agli uccisori de’
tiranni essersi alzate le statue; ché, se gli supponiamo re mo‐
narchi, essi sarebbono stati rubelli.
      [597] Cosí si composero le prime cittá di soli nobili, che vi
comandavano. Ma però, bisognandovi che vi fussero anche
color che servissero, gli eroi furono da un senso comune d’uti‐
litá costretti di far contenta la moltitudine de’ sollevati clienti,
e mandarono loro le prime ambasciarie, che per diritto delle
genti si mandano da’ sovrani. E le mandarono con la prima
legge agraria che nacque al mondo, con la quale, da forti,
rillasciarono a’ clienti il men che potevano, che fu il dominio
bonitario de’ campi ch’arebbon assegnato loro gli eroi; e cosí
può esser vero che Cerere ritruovò e le biade e le leggi. Cotal
legge fu dettata da questo diritto natural delle genti: ch’an‐
dando il dominio di séguito alla potestá, ed avendo i famoli
la vita precaria da essi eroi, i quali l’avevano loro salvata ne’
lor asili, diritto era e ragione ch’avessero un dominio simil‐
mente precario, il qual essi godessero fintanto ch’agli eroi
fusse piaciuto di mantenergli nel possesso de’ campi ch’ave‐
vano lor assegnati. Cosí convennero i famoli a comporre le
prime plebi dell’eroiche cittá, senza avervi niuno privilegio di
cittadini; appunto come un de’ quali dice Achille essere stato
trattato da Agamennone, il quale gli aveva tolto a torto la sua
Briseide, ove dice avergli fatto un oltraggio che non si sarebbe
fatto ad un giornaliere che non ha niuno diritto di cittadino.
      [598] Tali furon i plebei romani fin alla contesa de’ connubi.
Imperciocché essi — per la seconda agraria, accordata loro da’
nobili con la legge delle XII Tavole, avendo riportato il do‐
minio quiritario de’ campi, come si è dimostrato da molti anni
fa ne’ Princípi del Diritto universale (il qual è uno de’ due luo‐
ghi per gli quali non c’incresce d’esser uscita alla luce quell’o‐
pera), e per diritto delle genti [non] essendo gli stranieri capaci
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