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autoritá di due nazioni, delle quali la prima non fu conosciuta
da altri popoli che tardi assai da’ romani, la seconda fu sco‐
verta due secoli fa da’ nostri europei, ne dánno un forte argo‐
mento di congetturare lo stesso di tutte l’altre barbare nazioni,
cosí antiche come moderne; e, senza uopo di conghietture,
de’ persiani tralle antiche, e de’ chinesi tralle nuovamente
scoperte, si ha dagli autori che le prime loro storie scrissero
in versi. E qui si facci questa importante riflessione: che, se
i popoli si fondarono con le leggi, e le leggi appo tutti fu‐
rono in versi dettate, e le prime cose de’ popoli pur in versi
si conservarono; necessaria cosa è che tutti i primi popoli fu‐
rono di poeti.
      [471] Ora — ripigliando il proposto argomento d’intorno all’ori‐
gini del verso — al riferire di Festo, ancora le guerre cartagi‐
nesi furono da Nevio innanzi di Ennio scritte in verso eroico; e
Livio Andronico, il primo scrittor latino, scrisse la Romanide,
ch’era un poema eroico il quale conteneva gli annali degli
antichi romani. Ne’ tempi barbari ritornati essi storici latini
furon poeti eroici, come Guntero, Guglielmo pugliese ed altri.
Abbiam veduto i primi scrittori nelle novelle lingue d’Europa
essere stati verseggiatori; e nella Silesia, provincia quasi tutta
di contadini, nascon poeti. E generalmente, perocché cotal
lingua troppo intiere conserva le sue origini eroiche, questa è
la cagione, di cui ignaro, Adamo Rochembergio afferma che le
voci composte de’ greci si possono felicemente rendere in lin‐
gua tedesca, spezialmente in poesia; e ’l Berneggero ne scrisse
un catalogo, che poi si studiò d’arricchire Giorgio Cristoforo
Peischero in Indice de graecae et germanicae linguae analogia.
Nella qual parte, di comporre le intiere voci tra loro, la lingua
latina antica ne lasciò pur ben molte, delle quali, come di lor
ragione, seguitarono a servirsi i poeti: perché dovett’essere pro‐
pietá comune di tutte le prime lingue, le quali, come si è di‐
mostrato, prima si fornirono di nomi, dappoi di verbi, e sí, per
inopia di verbi, avesser unito essi nomi. Che devon esser i
princípi di ciò che scrisse il Morhofio in Disquisitionibus de
germanica lingua et poësi
. E questa sia una pruova dell’avviso
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