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articolati, come Giuseffo vigorosamente sostiene, contro Appione
greco gramatico, che a’ tempi d’Omero non si erano ancor
truovate le lettere dette «volgari». Oltracciò, se tali lettere
fussero forme de’ suoni articolati e non segni a placito, dovreb‐
bero appo tutte le nazioni esser uniformi, com’essi suoni arti‐
colati son uniformi appo tutte. Per tal guisa disperata a sapersi
non si è saputo il pensare delle prime nazioni per caratteri
poetici né ’l parlare per favole né lo scrivere per geroglifici;
che dovevan esser i princípi, che di lor natura han da esser
certissimi, cosí della filosofia per l’umane idee, come della filo‐
logia per l’umane voci.
      [430] In sí fatto ragionamento dovendo noi qui entrare, daremo
un picciol saggio delle tante oppenioni che se ne sono avute,
o incerte o leggieri o sconce o boriose o ridevoli, le quali,
perocché sono tante e tali, si debbono trallasciare di riferirsi.
Il saggio sia questo: che, perocché a’ tempi barbari ritornati
la Scandinavia, ovvero Scanzia, per la boria delle nazioni fu
detta «vagina gentium» e fu creduta la madre di tutte l’altre
del mondo, per la boria de’ dotti furono d’oppenione Giovanni
ed Olao Magni ch’i loro goti avessero conservate le lettere
fin dal principio del mondo, divinamente ritruovate da Adamo;
del qual sogno si risero tutti i dotti. Ma non pertanto si ristò
di seguirgli e d’avanzargli Giovanni Goropio Becano, che la
sua lingua cimbrica, la quale non molto si discosta dalla sas‐
sonica, fa egli venire dal paradiso terrestre e che sia la madre
di tutte l’altre; della qual oppenione fecero le favole Giu‐
seppe Giusto Scaligero, Giovanni Camerario, Cristoforo Brec‐
manno e Martino Scoockio. E pure tal boria piú gonfiò e ruppe
in quella d’Olao Rudbechio nella sua opera intitolata Atlantica,
che vuole le lettere greche esser nate dalle rune, e che queste
sien le fenicie rivolte, le quali Cadmo rendette nell’ordine e
nel suono simili all’ebraiche, e finalmente i greci l’avessero di‐
rizzate e tornate col regolo e col compasso; e, perché il ritruo‐
vatore tra essi è detto Mercurουman, vuole che ’l Mercurio che
ritruovò le lettere agli egizi sia stato goto. Cotanta licenza
d’oppinare d’intorno all’origini delle lettere deve far accorto il
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