— 556 —
Conosce bene, che dell'eterna sustanza incorporea niente si
cangia, si forma o si difforma; ma sempre rimane pur quella
che non può essere suggetto de dissoluzione, come non è possibil
che sia suggetto di composizione; e però né per sé né per
accidente alcuno può esser detta morire; perché morte non
è altro che divorzio de parti congionte nel composto; dove,
rimanendo tutto l'essere sustanziale (il quale non può perdersi)
di ciascuna, cessa quell'accidente d'amicizia, d'accordo, di
complessione, unione ed ordine. Sa che la sustanza spirituale,
bench'abbia familiarità con gli corpi, non si deve stimar che
propriamente vegna in composizione o mistione con quelli:
perché questo conviene a corpo con corpo, a parte di materia
— 557 —
complessionata d'un modo con parte di materia complessionata
d'un'altra maniera; ma è una cosa, un principio efficiente ed
informativo da dentro, dal quale, per il quale e circa il quale
si fa la composizione; ed è a punto come il nocchiero a la nave,
il padre di fameglia in casa ed uno artefice non esterno, ma che
da entro fabrica, contempra e conserva l'edificio; ed in esso
è l'efficacia di tener uniti gli contrarii elementi, contemperar
insieme, come in certa armonia, le discordante qualitadi, a
far e mantenir la composizione d'uno animale. [>]

Bruno Best 556-557