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repubbliche popolari conservato col comandare le buone leggi
(ch’Aristotile ci disse essere volontá di eroi scevere di passioni),
dissipato poi e disperso con le guerre civili, si riunisce nella
persona de’ principi ch’indi provengono, i quali perciò son i soli
distinti in civil natura, che con le leggi tengono tutti i soggetti
uguagliati.
x

      [1470] Esser falso che nella setta de’ tempi umani il diritto naturale
tenga in dovere le nazioni col pudore; ma che tal setta solamente
gliele fa intendere per esserne obbligate, perché, se gli uomini
non l’adempiono, si costringono con le leggi giudiziarie. Ma i
sovrani principi sono soli quelli che, non potendo esser costretti
dentro da niuna umana forza, sono menati dal lor pudore ad os‐
servare le leggi, perché essi soli sono tenuti dal diritto natural
delle genti, fuori con la forza dell’armi, e dentro col pudor naturale.
Lo che Tacito, sappientissimo di cotal diritto, ben avvertí ove,
trattandosi in senato di moderare con le leggi suntuarie il lusso
profusissimo delle cene, Tiberio rispose che non abbisognavano,
con quel motto pieno d’una elegantissima sapienza civile: «Pau‐
peres necessitas, divites satietas, nos pudor in melius vertet
». Che
è la profonda e finor nascosta ragione della legge «Digna vox».
xi

      [1471] Perciò esser falso quello:
Regis ad exemplum totus componitur orbis,

ma esser vero tutto il contrario; perché i sovrani principi, che
per lo corollario precedente sono per natura civile gentilissimi,
si vergognano di vivere diversamente dalla maniera con la quale
vivon i popoli: onde in un luogo di questi libri dicemmo che i
pubblici e veri (e, perché pubblici, veri) maestri de’ principi son
essi popoli. Nerone ed altri cattivi imperadori vennero dissolutis‐
simi e fierissimi, perché nacquero in tempi ch’eran all’eccesso dis‐
soluti e fieri i romani, i quali gli agi, le dilicatezze, i lussi ave‐
vano renduto vilissimi; e quindi, codardi, con volti finti di traditori
ed assassini, simulavano l’amicizie per farsi la fortuna sopra le
teste mozze e le case rovinate de’ lor amici. I quali scellerati
costumi, perché uscivano da nature affatto guaste e corrotte, le
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