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esso stesso sel faccia; perché, ove avvenga che chi fa le cose
esso stesso le narri, ivi non può essere piú certa l’istoria. Cosí
questa Scienza procede appunto come la geometria, che, mentre
sopra i suoi elementi il costruisce o ’l contempla, essa stessa
si faccia il mondo delle grandezze; ma con tanto piú di realitá
quanta piú ne hanno gli ordini d’intorno alle faccende degli
uomini, che non ne hanno punti, linee, superficie e figure.
E questo istesso è argomento che tali pruove sieno d’una spezie
divina e che debbano, o leggitore, arrecarti un divin piacere,
perocché in Dio il conoscer e ’l fare è una medesima cosa.
      [350] Oltracciò, quando, per le diffinizioni del vero e del certo
sopra proposte, gli uomini per lunga etá non poteron esser
capaci del vero e della ragione, ch’è ’l fonte della giustizia
interna, della quale si soddisfano gl’intelletti — la qual fu pra‐
ticata dagli ebrei, che, illuminati dal vero Dio erano proibiti
dalla di lui divina legge di far anco pensieri meno che giusti,
de’ quali niuno di tutti i legislatori mortali mai s’impacciò
(perché gli ebrei credevano in un Dio tutto mente che spia
nel cuor degli uomini, e i gentili credevano negli dèi composti
di corpi e mente che nol potevano); e fu poi ragionata da’
filosofi, i quali non provennero che due mila anni dopo essersi
le loro nazioni fondate; — [la provvedenza dispose che] frattanto
si governassero col certo dell’autoritá, cioè con lo stesso criterio
ch’usa questa critica metafisica, il qual è ’l senso comune d’esso
gener umano (di cui si è la diffinizione sopra, negli Elementi,
proposta), sopra il quale riposano le coscienze di tutte le na‐
zioni. Talché, per quest’altro principale riguardo, questa Scienza
vien ad essere una filosofia dell’autoritá, ch’è ’l fonte
della «giustizia esterna» che dicono i morali teologi. Della qual
autoritá dovevano tener conto gli tre principi della dottrina
d’intorno al diritto natural delle genti, e non di quella tratta
da’ luoghi degli scrittori; della quale niuna contezza aver po‐
terono gli scrittori, perché tal autoritá regnò tralle nazioni as‐
sai piú di mille anni innanzi di potervi provenir gli scrittori.
Onde Grozio, piú degli altri due come dotto cosí erudito, quasi
in ogni particolar materia di tal dottrina combatte i romani
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