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intendere o ’l nascosto agli uomini, ch’è l’avvenire, o ’l na‐
scosto degli uomini, ch’è la coscienza; ed è quella che pro‐
piamente occupa la prima e principal parte del subbietto della
giurisprudenza, che son le cose divine, dalle quali dipende
l’altra che ’l compie, che sono le cose umane. Laonde cotale
Scienza dee essere una dimostrazione, per cosí dire, di fatto
istorico della provvedenza, perché dee essere una storia
degli ordini che quella, senza verun umano scorgimento o con‐
siglio, e sovente contro essi proponimenti degli uomini, ha
dato a questa gran cittá del gener umano, ché, quantunque
questo mondo sia stato criato in tempo e particolare, però gli
ordini ch’ella v’ha posto sono universali ed eterni.
      [343] Per tutto ciò, entro la contemplazione di essa provvedenza
infinita ed eterna questa Scienza ritruova certe divine pruove,
con le quali si conferma e dimostra. Imperciocché la provve‐
denza divina, avendo per sua ministra l’onnipotenza, vi debbe
spiegar i suoi ordini per vie tanto facili quanto sono i natu‐
rali costumi umani; perc’ha per consigliera la sapienza infinita,
quanto vi dispone debbe essere tutto ordine; perch’ha per suo
fine la sua stessa immensa bontá, quanto vi ordina debb’esser
indiritto a un bene sempre superiore a quello che si han pro‐
posto essi uomini.
      [344] Per tutto ciò, nella deplorata oscuritá de’ princípi e nell’in‐
numerabile varietá de’ costumi delle nazioni, sopra un argo‐
mento divino che contiene tutte le cose umane, qui pruove
non si possono piú sublimi disiderare che queste istesse che
ci daranno la naturalezza, l’ordine e ’l fine, ch’è essa conser‐
vazione del gener umano. Le quali pruove vi riusciranno lu‐
minose e distinte, ove rifletteremo con quanta facilitá le cose
nascono ed a quali occasioni, che spesso da lontanissime parti,
e talvolta tutte contrarie ai proponimenti degli uomini, vengono
e vi si adagiano da se stesse; e tali pruove ne somministra
l’onnipotenza. Combinarle e vederne l’ordine, a quali tempi
e luoghi loro propi nascono le cose ora, che vi debbono nascer
ora, e l’altre si differiscono nascer ne’ tempi e ne’ luoghi loro,
nello che, all’avviso d’Orazio, consiste tutta la bellezza del‐
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