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concerto che le genti, perdute nell’error della colpa, osservato
avessero coi costumi un diritto naturale comune con gli ebrei,
ch’eran illuminati dal vero Dio, ed avesserlo inteso co’ filosofi, che,
dopo lungo tempo fondate le nazioni, furono schiariti in parte de’
lumi dell’universal eterna giustizia.
Capitolo Secondo

      [1385] [1034] .... [CMA3] «personari», il qual verbo congetturiamo
aver significato dapprima «vestir pelli di fiere uccise», com’Ercole
vestiva quella del lione. Lo che non era lecito ch’a soli eroi,
perch’essi soli, com’abbiam sopra detto, avevano il diritto del‐
l’armi; ond’ancor oggi in Lamagna, nazion eroica, non è ad altri
lecita la caccia ch’a soli nobili. E n’è rimasto certamente il verbo
compagno «opsonari», che dovette dapprima significare «cibarsi
di carne salvaggine cacciate», detto cosí da Opi, dea della forza,
a cui dovevano innanzi consegrare le fiere che bramavano ucci‐
dere, nel tempo che credevano ch’ogni cosa facesser gli dèi, come
si è appieno sopra dimostrato. Laonde, come dovettero le prime
mense opime esser queste dove s’imbandivano tali carni, che fa‐
cevano tutta la lautezza delle cene eroiche, quali appunto le
descrive Virgilio; e poi, passando il pregio da’ cibi a’ pesci, i quali
oggi rendono sontuose le tavole de’ grandi, restò «opsonari» per
«comperar pesci», come l’avvertono i latini gramatici; — cosí
«personari» dovett’essere «vestir pelli di fiere uccise», e ’n con‐
seguenza queste dovetter essere le prime spoglie opime, che ri‐
portarano dalle prime guerre gli eroi, le quali prime essi fecero
con le fiere per difenderne sé e le loro famiglie, come abbiamo
sopra ragionato, e poi se ne dissero «spoglie opime» quelle degli
re uccisi in guerra da’ romani re o da’ consoli, ch’eran appese in
voto a Giove Feretrio nel Campidoglio.
      [1386] [1037] Ma, venuti finalmente i tempi umani delle repubbliche
popolari .... le ragioni astratte dell’intelletto ed universali si
dissero indi in poi «consistere in intellectu iuris». E della mente
de’ popoli legislatori [CMA3] (e sen rida pure il celebratissimo
giureconsulto di Arnoldo Vinnio, perch’egli non può intendere
questi sublimi e finor seppelliti princípi di legal metafisica) si fece
una platonica idea, detta «intellectus iuris», alla qual idea la vo‐
lontá de’ cittadini si debbe conformare, acciocché ella sia, per dirla
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