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con un senso uniforme sentirono tali e non altri, tanti né piú né
meno, bisognar alla monarchia. Se non vogliamo che la legge
regia di Samuello, con la quale Saulle da Dio fu ordinato monarca,
con gli stessi viaggi di Pittagora per lo mondo, avesse caminato
dagli ebrei a’ romani, da’ romani a’ turchi ed a’ francesi. E i pareg‐
giatori del diritto attico fanno venire la legge delle XII Tavole
da Atene in Roma per alquanti pochi costumi civili romani, ch’os‐
servano sopra autori greci essere stati conformi in Atene. Ma della
patria potestá, della suitá, agnazione, gentilitá, e quindi delle suc‐
cessioni legittime, de’ testamenti, delle tutele, della mancipazione
(con cui si solennizzavano tutti gli atti legittimi, tra’ quali erano
i matrimoni e le adozioni, e senza la quale tra’ vivi non s’acquistava
dominio civile), delle usucapioni e finalmente delle stipulazioni
(con le quali s’avvalorano tutti i patti), nelle quali cose consiste
tutto il corpo del diritto romano, siccome negli ordini osservati dal
Bodino uniformi tralle quattro anzidette nazioni si contiene tutta
la forma del governo monarchico, essi non ne rapportano verun
luogo pari da niuno greco scrittore; e ciò che loro fece prender
abbaglio, fu il lusso greco de’ funerali, che truovaron vietato dalle
leggi romane. Ma vi voleva questa Scienza, che lor dasse la di‐
scoverta de’ caratteri poetici, co’ quali parlarono per lunga etá le
antiche nazioni, per poter intendere che dovette introdursi in Roma
dopo che i romani si erano conosciuti co’ greci, che fu con l’oc‐
casione della guerra di Taranto, che portò appresso quella con
Pirro; e che nelle XII Tavole si andarono tratto tratto aggiugnendo
le leggi che dal CCCIII di Roma si comandarono lunga etá ap‐
presso, come noi ne’ Corollari della Logica poetica abbiamo pie‐
namente sopra dimostro.
      [1376] [1007] Or, ritornando al proposito, diciamo che cotal legge regia
naturale, ch’intesero tutte le nazioni, non seppero vedere tutti
gl’interpetri delle leggi romane, occupati tutti d’intorno alla favola
delle legge regia di Tribuniano, di cui apertamente si professa
autore nell’Istituta, ed una volta l’appicca ad Ulpiano ne’ Digesti.
D’intorno alla quale se Tribuniano non avesse favoleggiato, essi
non saprebbero render alcuna ragione della monarchia romana che
fu fondata da Augusto; [CMA3] siccome Ugon Grozio, per renderne
ragione, egli è, quantunque a torto, con vani o falsi o irragionevoli
argomenti notato dal Gronovio, che vi scrive le note a compia‐
cenza della libertá olandese, che ’l Grozio in ciò sia adulatore della
francese monarchia. Ma l’intesero bene i giureconsulti romani ....
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