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de’ beni vacanti. L’altra riflessione, che piú rileva, è che per l’agrarie
si fecero dalla plebe delle grandi rivolte, ma per tali contese eroiche
non se ne fece pur una, perché quelle guardavan cosa fuori delle
persone de’ nobili e che si potevan avere da’ plebei senza i nobili:
ma i connubi, i consolati, i sacerdozi eran attaccati alle persone
de’ nobili, e i plebei in tanto l’ambivano in quanto gli godessero
insieme co’ nobili. Onde le contese, essendo tutte d’onore in pace,
portavano i plebei a fare delle grandi imprese in guerra, come
sta proposto nelle Degnitá, per appruovar a’ nobili ch’essi eran
degni de’ diritti de’ nobili; come Sestio, tribuno della plebe, una
volta il rimpruovera a’ nobili. Laonde conobbero, ma di sottil pro‐
filo, questa gran veritá, da una parte Macchiavelli, che disse la
cagione della romana grandezza essere stata la magnanimitá della
plebe, e dall’altra Polibio, che la rifonde tutta nella romana pietá:
perocché (noi lor soggiugniamo) i padri dicevano tutti i diritti eroici
essere loro propi, perché «sua essent auspicia». I quali scrittori,
entrambi da noi cosí spiegati, possono accusar Plutarco d’invidia,
che fa della romana grandezza fabra la romana fortuna, ed avver‐
tire Torquato Tasso di non averlo ben còlto nella sua Risposta
a Plutarco.
      [1368] [996*] [CMA2] E Tacito, che vuole anche con esse propietá
delle voci dar i suoi avvisi politici, nel principio degli Annali disse
«ius tribunorum militum», usando un vocabolo generale di diritto,
non lo propio e grave d’«imperio». Come con iscienza pur aveva
detto, nel verso sopra, «decemviralis potestas»: perché nel primo
anno fu imperio legittimo; nel secondo, fermatovisi a forza Appio
con gli altri nove, il decemvirato divenne tirannide (come «dieci
tiranni» s’appellano sulla storia), e sí fu una potestá di fatto, non
di ragione.
      [1369] [997] .... «tribunorum plebis potestas». Lo che dá aperta‐
mente a divedere quanto s’intendesse della natura delle cose umane
civili Giovan Bodino, che vorrebbe nella sua monarchia francese
restituita la patria potestá de’ romani antichi!
Capitolo Terzo

      [1370] [999] .... al narrare di Pomponio. [CMA3] Dov’è da farsi
questa importante riflessione: che, perciocché la sapienza degli
auspíci era stata agli eroi il primo principio di tutte le loro ragioni
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