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      [1352] Dal fin qui ragionato facilmente s’intende la terza spezie di
ragione, ch’è la ragion naturale della natura umana tutta spie‐
gata, che si dice «aequitas naturalis». Della quale sola è capace
la moltitudine ....
Capitolo Terzo

      [1353] [952] [CMA3] Le cose qui ragionate d’intorno alle tre spezie
della ragione ne dánno la ragione finor nascosta, la quale non han
saputo tutti coloro c’hanno adornato la storia delle leggi romane,
i quali riconoscono tre spezie di giurisprudenze, cioè antica, mez‐
zana ed ultima, ma non han saputo il perché s’andarono d’una
in altra cangiando. Perché non considerarono ch’i governi debbon
esser conformi alla natura degli uomini governati ....
      [1354] [953] .... che naturalmente dettavano tali e non altre pra‐
tiche. [CMA3] Lo che fu alto consiglio della provvedenza, con cui
secondo le diverse nature degli uomini ha ordinato la successione
delle forme politiche. Ché nel tempo della somma fierezza del
gener umano .... e l’equitá civile, o ragion di Stato, fu intesa da
pochi pratici di corte e serbata arcana dentro de’ gabinetti.
      [1355] Tante cose e sí grandi nascondeva quest’arcano delle leggi che
gl’interpetri, non sappiendo, han creduto impostura [CMA4] de’
romani patrizi, [CMA3] e Claudio Clapmario, De arcanis rerum‐
publicarum
, non osservò. Per tutto lo che ragionato, quanto natu‐
ralmente erano stati appresi per giusti i rigori della giurisprudenza
antica, tanto naturalmente se ne riconobbe appresso l’ingiustizia
dalla giurisprudenza mezzana, e molto piú dalla ultima. Che dee
esser il vero c’ha dovuto sostenere la volgar tradizione della legge
delle XII Tavole venuta da Grecia in Roma: perché nacque in
tempi che durava ancora la maniera di parlare per caratteri poe‐
tici; e, per tutto il tempo che la giurisprudenza antica usò del ri‐
gore nel ministrarla, fu detto essa legge esser venuta da Sparta,
repubblica la qual a mille pruove abbiamo dimostrato essere stata
di forma aristocratica, qual abbiam truovato essere stata la romana
infin alla legge publilia; ma, dappoi che la giurisprudenza mezzana
cominciò a temprarne i rigori con la ragion naturale, si disse esser
venuta da Atene, repubblica popolare, quale fu la romana dalla
legge publilia in poi. E tal oppenione restò, perché questa spezie
d’interpetrazione si ricevette e s’accrebbe dalla giurisprudenza ul‐
tima sotto gl’imperadori.
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