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SEZIONE UNDECIMA

Capitolo Primo

      [1309] [744] Dalla Tracia natia .... dovette venir Orfeo, un de’ primi
poeti teologi greci. [CMA3] Altrimenti, s’egli è Orfeo della Sitonia,
posta nello piú addentrato seno di Ponto, un tanto eroe, che
fu fondatore della greca umanitá, vien ad essere uno scellerato
traditore della sua patria, il quale scorgette i greci argonauti a
farvi la ruba del vello d’oro. Ma il primo Ponto dovett’essere il
picciolo stretto di mare dello Bosforo tracio, che poi distese il
nome a tutto quel mare.
      [1310] [750] .... che se fusse stato il monte Atlante nell’Affrica, era
troppo difficile a credersi [CMA3] che, per banchettare, Giove e
gli altri dèi avesser avuto a fare un viaggio, che gli piú disperati
mercadanti, per l’audace ingordigia di strarricchire, [appena] areb‐
bono fatto, quando esso Omero, estimando quella degli dèi dalla
natura degli uomini, dice che Mercurio, con tutte l’ascelle, diffici‐
lissimamente pervenne nell’isola di Calipso ....
      [1311] [753*] [CMA*] E qui aggiugniamo che per questi stessi prin‐
cípi di geografia si dimostra:
      [1312] I. — Che Zoroaste caldeo fu battriano, da Battro dapprima
posto nel mezzo d’essa Asia verso settentrione.
      [1313] II. — Che com’Ercole in Esperia, Perseo in Mauritania, Bacco
nell’India, tutte poste dentro essa Grecia; cosí Tanai scita l’Egitto,
e Sesostride egiziano avesse soggiogato la Scizia dentro essa Asia,
dove fu il regno dell’Assiria; i quali due Giustino (o Trogo Pompeo,
di cui è abbreviatore Giustino) propone per antiprincípi della storia
universale, che ci facevan vedere il mondo assai piú antico di quel
ch’è. I quali femmo vedere essere due mostri di geografia, sopra,
nelle Note alla Tavola cronologica, a proposito di Zoroaste caldeo,
narratoci battriano.
      [1314] III. — Che Erodoto, con quell’ignoranza dell’antichitá sue pro‐
pie la quale gli oppone Tucidide, con cui aveva detto che in Af‐
frica i mori un tempo erano stati bianchi (i quali mori bianchi
erano dentro la sua medesima Grecia), con quella stessa ed anco,
come dovette, maggiore delle cose straniere, osserva per l’Asia
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