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«mens animi» (onde nacque quella volgar teologia che gli uomini
avessero quella mente che Giove avesse lor dato); e sí, rozza‐
mente, intesero quell’altissima veritá metafisica: Dio essere il
primo principio della vita spirituale dell’uomo o sia del movi‐
mento degli animi, il quale non venga da impressione di corpo.
      [1297] [697] Intesero la generazione con una guisa che non sappiamo
se piú propia n’abbiano potuto appresso ritruovar i dotti per ispie‐
gare la sostanzialitá delle forme in metafisica, e ’nsiememente in
fisica l’organizzazione di essi corpi formati. Tanto vale un giusto
senso sopra ogni affilata riflessione. [CMA3*] La guisa tutta si
contiene in questa voce «concipere» .... Tanto vale un giusto
senso sopra ogni affilata riflessione (ch’ora si dee supplire con
la platonica circumpulsione dell’aria, ch’essi poeti teologi non po‐
terono intendere) di prendere d’ogn’intorno i corpi loro vicini ....
      [1298] [699] .... E come naturalmente prima è ’l ritruovare, poi il
giudicar delle cose [CMA4] (lo che appieno si è da noi ragio‐
nato in una replica ai signori giornalisti d’Italia d’intorno al
primo libro De antiquissima italorum sapientia), cosí conveniva
alla fanciullezza del mondo ....
      [1299] [701] .... cioè l’irascibile nello stomaco, onde i greci dice‐
vano lo «stomaco» per l’«ira», perocché, spremendovisi i vasi
biliari, che vi son nati per la concozione de’ cibi, e diffondendo‐
visi la contenuta bile per lo ventricolo, questi faccia la collera;
e posero la concupiscibile, piú di tutt’altro, nel fegato ....
      [1300] [702] .... quantunque spesso falsi nella materia. [CMA4] Ed
essa voce «sentenza» ci conferma ch’i pareri uscivano dettati
dal cuore: ond’è quella formola latina «ex animi tui sententia».
Capitolo Quarto

      [1301] [705] [CMA3] Ma ora, perché le menti delle nazioni si son
assottigliate col saper volgarmente di lettere, impicciolite col sa‐
pere di conto e ragione, e finalmente fatte astrattive con tanti
vocaboli astratti, de’ quali oggi abbondano le lingue volgari, per
le quali cagioni tutte oggi si pensa con animi riposati; e perché
nel capo sono gli organi di due sensi, de’ quali [uno] è ’l piú di‐
sciplinabile, come il diffinisce Aristotile, ch’è l’udito, l’altro il piú
acre, qual è quello della vista: perciò immaginiamo che l’anima
nostra pensi nel capo. Talché, se questi due organi de’ sensi fus‐
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