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      [1285] [SN2] Queste ragionate cose si compongano sulle degnitá dalla
lxxxv [lxxxix] incominciando sino alla xc [xcv], sulle quali, come
in lor base, si sono ferme. E quivi si combinino le cagioni del‐
l’eroismo romano con l’ateniese, che, finché Atene, come ne udimmo
Tucidide, fu governata dagli areopagiti, cioè fu di forma o almen
di governo aristocratica (il qual tempo durò fin a Pericle ed Ari‐
stide, che furon il Sestio e ’l Canuleo ateniesi, ch’aprirono la
porta degli onori a’ plebei), fece ella delle imprese sublimi e ma‐
gnanime. Si combinino con lo spartano, il quale fu certamente di
Stato aristocratico, e quanti nobili diede tanti eroi alla Grecia, che
con merito si davan a conoscere essere discendenti di Ercole. E si
vedrá ad evidenza pruovato che l’umana virtú non può umana‐
mente sollevarsi che dalla provvedenza con gli ordini civili ch’ella
ha posto alle cose umane, come ne abbiamo dato una degnitá.
La quale ora stendiamo ancor alle scienze, le quali non si sono
intese né accresciute che alle pubbliche necessitá delle nazioni:
come la religione produsse l’astronomia a’ caldei; le innondazioni
del Nilo, che disturbava i confini de’ campi agli egizi, produsse
loro la geometria, e quindi la maravigliosa architettura urbana
delle loro piramidi; la negoziazion marittima produsse a’ fenici
l’aritmetica e la nautica; siccome oggi l’Olanda, per esser sog‐
getta al flusso e riflusso del mare, ha tra’ suoi produtto la scienza
della fortificazione nell’acque. Onde si veda se senza religione, che
ne avesse fondate le repubbliche, gli uomini arebbono potuto avere
verun’idea di scienza o di virtú!
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