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romane, la qual da Regillo era fin da’ tempi di Romolo venuta in
Roma con Atta Clauso, signore co’ suoi vassalli; della qual casa
il ramo della famiglia Appia Claudia fu sempre senatoria, l’altro
della famiglia Appia Pulcra, per la povertá, fu sempre plebea. E,
della stessa Appia Claudia, Clodio, per ambiziosi disegni d’essere
tribuno della plebe, non potendo esserlo se non fusse dell’ordine
plebeo, fecesi da un plebeo adottare, né pertanto lasciò d’esser
nobilissimo. Perché, con l’adozione, si perdeva la sola famiglia e
quindi la sola agnazione; ma non si perdeva la casa o gente e, per
essa, la gentilitá, [CMA4] siccome il professa Galba appo Tacito,
il qual dice che, con l’adozione ch’egli faceva di Pisone, esso
allo splendore della casa Sulpizia, che vantava di venire da Pa‐
sife e da Giove, univa quello delle case di Crasso e Pompeo, da’
quali Pisone traeva l’origine.
      [1277] [627] .... «plebiscitum», venendo egli da «sciscor», e non
«scio». [CMA3] E ne’ comizi centuriati si serbò l’origine della
voce «curia», perché delle novantanove curie, nelle quali, per
tre ciascheduna, si eran divise le trentatré tribú di Roma, per
ritondezza di numero e per leggiadria di favella, si dissero cosí
quasi «centumcuriata».
      [1278] [628] [CMA4] Lo che tutto era ciò che doveva dar i princípi
al Gruchio, il quale scrisse un giusto volume De comitiis roma‐
norum
, al Sigonio ed altri autori, c’hanno adornato in questa
parte le cose antiche romane.
Capitolo Sesto

      [1279] [641] .... Questa stessa eterna inimicizia de’ primi popoli dee
spiegarci che i giuochi equestri, ne’ quali i romani rapirono le
donzelle sabine, dovetter essere ladronecci fatti da ospiti eroici,
che convengono alle castissime sabine donzelle piú che vadano
in cittá straniere a vedere i giuochi per gli teatri, [CMA3] le quali
non si portavano in quelli delle cittá loro propie [SN2]. Dee spie‐
garci altresí che ’l lungo tempo ch’i romani avevano guerreggiato
con gli albani .... aveva loro renduto il legittimo re Numitore.
Ed è piú verisimile di quello che l’Orazia avesse riconosciuto la
veste del suo Curiazio ucciso, mentre il fratello la portava con
l’altre in trofeo, ch’ella di sua mano avessegliela ricamata; quando
Penelope ci assicura che ’l piú nobil lavoro donnesco delle greche
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