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del re. Con la quale sciocchezza vengon a dire che Bruto, il quale
con tal legge comanda che sia spento eternalmente in Roma anco
il nome di re (onde a Tarquinio Collatino, di tanto offeso dal
figliuolo del Superbo, quanto fu la violenza dell’adulterio che ne
patí e la morte che se ne diede la sua amabilissima casta e forte
moglie Lucrezia, non per altro fece deponere il consolato che
perché aveva il casato Tarquinio), avesse appellato tal legge da
un maestrato che con l’armi ne aveva guardato la persona: quando
a’ dittatori, ch’appresso, nelle bisogne pubbliche le quali gli richie‐
devano, con qualitá reale monarchica si crearono, si dava un
maestrato che dovevane guardar le persone, ma per l’odio del
nome reale [lo] dissero «maestro de’ cavalieri»; e, per riguardo della
sola religione, superstiziosa delle parole [CMA4] e delle formole
consagrate, [CMA3] «re delle cose sagre» (quali con Aristotile
vedemmo essere stati gli re eroici, e perciò anco stati lo erano
gli re romani), restò un nome attaccato al capo de’ feciali o sia
degli araldi, [CMA4] i quali oggi, nella barbarie ricorsa, si veg‐
gono vestir le dalmatiche e diconsi «re dell’armi» e, come or
sono questi, [CMA3] cotanto avvilito, che ’n tutta la storia ro‐
mana appresso non se ne legge altro che ’l nome. Errore affatto
somigliante a quello con cui han creduto [CMA4] essere stata
appellata col nome, odiosissimo a’ romani, di «regia» [CMA3] la
legge con la quale Tribuniano vaneggia aver il popolo romano
trasferito il suo libero sovrano imperio in Augusto: della qual
favola nel fine di questi libri, come abbiam sopra promesso, ter‐
remo un particolare ragionamento.
      [1275] [626] .... ed all’incontro tanto «plebeo» quanto «ignobile».
[CMA3] Ma, dappoi che i plebei cominciaron a ragunarsi per
comandar l’esiglio di chiari uomini nobili, ch’erano gravi alla loro
libertá naturale, come avevano incominciato a farlo con Marcio Co‐
riolano, indi in poi si disse «maximus comitiatus» la ragunanza
grande de’ nobili e de’ plebei; della qual voce si serve la legge
delle XII Tavole. Il qual superlativo porta necessariamente di
séguito la ragunanza minore, ch’era la tribunizia de’ plebei, e la
maggiore, ch’era la curiata de’ nobili. Ma, poi che Fabio Massimo
introdusse il censo pianta della libertá popolare ...., il qual
censo distingueva il popolo romano per tre ordini, secondo le
facultá ....
      [1276] [626*] [CMA3] La qual veritá si dimostra con un luminoso
esemplo della casa Appia, la piú nobile di tutte le patrizie
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