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      [1262] [547] [CMA3] Tanto vi volle di tempo che l’idea della carezza
e del pregio passasse dall’oro frumento al metallo! Dallo che si
raccogliono due bellissimi corollari. De’ quali uno è che non bi‐
sogna piú travagliarsi i mitologi a dire con molta serietá molte
ciancie per giustificare d’avarizia, di sfacciatezza e d’ingratitu‐
dine un valoroso eroe, Diomede, che sembra avaramente voler
cangiare il suo scudo di ferro con quello d’oro di Glauco, sfac‐
ciatamente fargliene la domanda, e senza grado alcuno nel riporta
cangiato. L’altro è che la divisione dell’etá del mondo per gli
quattro metalli, cioè d’oro, d’argento, di rame e di ferro, è ritruo‐
vato de’ poeti de’ tempi bassi, della quale non vi ha niun luogo
appo Omero che ne faccia alcuna menzione. Perché quest’oro
poetico diede a’ greci il nome dell’etá dell’oro ....
      [1263] [550] .... cioè di sanginelli, sambuchi, che finoggi ne riten‐
gono e l’uso e ’l nome, e di quella che pur dagl’italiani si dice
«erba santa»; dette cosí dal sangue degli uccisi .... quella parte
della legge che minaccia la pena a’ di lei trasgressori. [CMA4]
Sí fatta istoria delle prime vervene (ché cosí pure si chiamarono
tali erbe ch’adornarono i primi altari del gentilesimo) ella ci di‐
mostra che gli altri popoli del Lazio celebravano privatamente
lo stesso costume de’ romani di tenere sí fatte erbe per sante.
Ch’è quello che qui pruoviamo generalmente; che il diritto natural
delle genti ....
      [1264] [552] E ’n questi princípi doveva dar Aristotile ed altri c’hanno
scritto della dottrina iconomica, che, per difetto di questa Scienza,
essi non poterono vedere per la parte de’ figliuoli, e molto meno
per l’altra de’ famoli. Perché tutti i filosofi, ingannati da’ filologi,
stimarono le famiglie nello stato di «natura» essere state di soli
figliuoli ....
Capitolo Secondo

      [1265] [553] .... uccidevano i violenti ch’avevano violato le loro
[CMA3] arate terre. Che dovett’essere la prima violenza ingiusta
fatta contro l’umana societá, perocché le violenze innanzi fatte
nelle risse che produceva l’infame comunione delle cose e delle
donne non erano state né giuste né ingiuste, a cagion che non
si eran ancora gli uomini associati. E ricevevano in protezione
i miseri da essolor rifuggiti ....
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