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essere stati appiccati a Pittagora. Certamente in ciò convengono
tutti: che Pittagora non lasciò nulla di sé scritto; e ’l primo, dopo piú
secoli appresso, fu Filolao, il quale scrisse di pittagorica filosofia.
Capitolo Quarto

      [1226] [430] .... oppenioni .... le quali, perocché sono tante e
tali, dovrebbono trallasciare di riferirsi. Ma, perché non sospetti
il leggitore di noi ciò che molti autori fanno (e particolarmente
oggidí), i quali, per promuovere le sole cose scritte da essi, non
solo non espongono alla libertá di chi legge le cose scrittene
dagli altri, ma anco vietan loro di leggerle, ci piace, per soddis‐
farlo, arrecargliene qualcuna. Come quella che, perocché a’ tempi
barbari ritornati la Scandinavia ....
      [1227] [431] Perché da questi princípi .... doveva Aristotile inco‐
minciare la sua Periermenia o sia «interpetrazione de’ nomi»,
come sopra si è detto, ché cosí non sarebbe in ciò stato con‐
trario a Platone; e Platon doveva andarla a ritruovare nel Cratilo,
ove con magnanimo conato il tentò e con infelice evento nol
conseguí. E generalmente da questi princípi tutti i filosofi e tutti
i filologi ....
      [1228] [433] .... di che certamente dee intendersi la legge delle
XII Tavole nel capo «Qui nexum faciet mancipiumque», [CMA3]
cioè che parlò de’ campi dati da’ signori a’ plebei, per gli quali
questi restarono a quelli «nexi», obbligati: talché la consegna
di tal nodo, ch’abbisognava alla mancipazione, era una mutola
professione che ’l podere il quale si consegnava era de’ nobili;
ond’essi plebei furono nessi de’ nobili infino alla legge petelia, la
qual fu comandata nel CCCCXIX di Roma. Le quali cose qui
accennate molto rileveranno per intendere la natura dell’antiche
revindicazioni, e se ne deve bene ricordare [il leggitore] per in‐
tendere la natura eterna ed universale de’ feudi; delle quali cose
appieno ragionerassi nel libro quinto. Con l’istessa mente degli
antichi latini gl’italiani ....
      [1229] [436] .... la loro sapienza riposta sotto de’ geroglifici. Onde
s’intenda con quanto di scienza scrissero Giamblico De mysteriis
e Valeriano De hieroglyphicis aegyptiorum!
      [1230] [439*] E dovettero tali caratteri pistolari essere come i gero‐
glifici chinesi, ch’ascendono al numero di cenventimila, co’ quali
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