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evento, l’inghilese Tommas Obbes, il quale in questa parte credette
di accrescere la greca filosofia, e se ne vantava co’ dotti amici
che, se esso, come quelli, avesse seguitato a leggere gli scrittori,
non sarebbe piú d’ogniuno di essi.
      [1179] [331] Ma in tal densa notte di tenebre .... apparisce ....
questa veritá, che può servirci di cinosura, onde giugniamo al
disiderato porto di questa Scienza: che questo mondo civile cer‐
tamente egli è stato fatto dagli uomini ....
      [1180] [336] Se voglia opporsi al secondo alcuno, che, in questa man‐
suetudine d’atti e parole, sia di mente piú immane che non furono
le fiere d’Orfeo, e voglia appruovare a’ dissoluti ch’i concubiti ....
senza solennitá di matrimoni non contengano niuna naturale
malizia, egli fugga e si nasconda in ogni angulo piú riposto del
mondo, ché sará ripreso di tal sua falsa oppenione. Poiché le
nazioni tutte la riprendano di falso con essi costumi umani ....
ch’è l’infame nefas del mondo eslege, che determina nefari cosí
fatti concubiti, de’ quali non poté intendere la ragione naturale
Socrate né gli altri (tra’ quali è Ugon Grozio) che gli vennero ap‐
presso. [CMA4] E la ragione naturale si è perché, con tali con‐
cubiti, si pianta sopra il piantato, e sí, quanto è per essi, coloro
che l’usano, non a propagare, vanno a restrignere e per ultimo
a finire la generazione degli uomini.
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