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due linee parallele che tra loro in infinito sempre s’accostano e
non mai si toccano); perché la conseguenza è turbata dalla fan‐
tasia, ma le premesse s’attennero alla pura ragion astratta.
      [1134] III. — Suppone la medesima una grande e varia cosí dottrina
com’erudizione, dalle quali si prendono le veritá come giá da te
conosciute, e se ne serve come di termini per far le sue propo‐
sizioni. Il perché, se non sei di tutte pienamente fornito, vedi
che tu non abbia il principio nell’ultima disposizion di riceverla.
      [1135] IV. — Oltre a cotal suppellettile, ti fa d’uopo d’una mente
comprensiva, perché non è cosa che da questa Scienza ragionasi,
nella quale non convengano altre innumerabili d’altre spezie che
tratta, con le quali fa acconcezza, e partitamente con ciascheduna,
e con tutte insieme nel tutto; nello che unicamente consiste tutta
la bellezza d’una perfetta scienza. Perciò, se ti manca o questo
o l’antecedente aiuto, e molto piú entrambi, per leggerla, ti av‐
verrá ciò ch’avviene a’ sordastri, i quali odono una o due corde
piú sonore del gravicembalo con dispiacenza, perché non odono
le altre con le quali, toccate dalla mano maestra di musica, fanno
dolce e grata armonia.
      [1136] V. — Ella contiene tutte discoverte in gran parti diverse, e
molte dello ’n tutto contrarie, all’oppenione che, delle cose le quali
qui si ragionano, si è avuto finora. Talché ti bisogna d’una forte
acutezza di mente, da non abbacinarsi al gran numero de’ nuovi
lumi ch’ella dappertutto diffonde.
      [1137] VI. — Di piú ella spiega idee tutte nuove nella loro spezie.
Perciò ti priego a volertici avvezzare, con leggere almeno tre
volte quest’opera.
      [1138] VII. — Finalmente, per farti sentire il nerbo delle pruove, le
quali col dilatarsi si infievoliscono, qui poco si dice e si lascia
molto a pensare. E perciò ti bisogna meditare piú addentro le cose
e, col combinarle vieppiú, vederle in piú ampia distesa, affinché
tu possa averne acquistato la facultá.
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