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seguenza del dominio bonitario sotto il censo di Servio Tullio.
Come le prime di Romolo furono le propie colonie di coloni,
che coltivavano i campi per gli signori.
xxxiv
      [512] Che la plebe romana, per odio del diritto incerto e nasco‐
sto e mano regia de’ padri, volle la legge delle XII Tavole. —
Egli è vero, in quanto, per le loro conseguenze, essi non erano
sicuri, col dominio bonitario, de’ campi da’ padri assegnati loro.
xxxv
      [513] Che la legge delle XII Tavole fosse venuta da fuori in
Roma. — Perché i romani, usciti fuori, truovarono costumi uni‐
formi ai comandati loro da cotal legge.
xxxvi
      [514] Che ’l diritto romano fu un ammassamento di diritto spar‐
tano ed ateniese. — Perché i romani usciti fuori ne’ tempi del
loro governo aristocratico, avvertirono il loro diritto lo stesso
con quello di Sparta. Ne’ tempi del loro governo popolare ap‐
presso, l’avvertirono simile a quel d’Atene.
xxxvii
      [515] Che da’ re cacciati fino alle guerre cartaginesi fu il secolo
della romana virtú. — Cioè della virtú eroica, onde contesero
i padri l’eroismo e le di lui dipendenze alla plebe, che l’af‐
fettava.
xxxviii
      [516] Che ’l diritto naturale delle genti, col quale i romani sul
principio giustificavano le guerre, usavano le vittorie e rego‐
lavano le conquiste, l’avessero essi da altre nazioni ricevuto. —
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