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      [490] Che innanzi tutt’altre si fusse parlata una lingua naturale
overo significante per natura, sull’idea che ’l favellare e ’l
filosofare fosse una cosa stessa. — Tale si è dimostro essere
stata la lingua divina de’ gentili sulle false idee de’ primi lor
popoli poetici, che stimarono princípi del mondo civile sostanze
o modi corporei, che credettero forniti di divinitá o sia d’in‐
telligenza divina, e sí fantasticarono i dèi.
xiii
      [491] Che Cadmo fenice ritruovò i caratteri. — Ma poetici.
xiv
      [492] Che Cecrope, Cadmo, Danao, Pelope avessero menate co‐
lonie in Grecia, ed i greci in Sicilia ed Italia. — Però, non per
vaghezza di scovrire nuove terre e per gloria di propagarvi
l’umanitá, ma, premuti ne’ lor paesi in turbolenze eroiche, per
ritruovare salute e scampo.
xv
      [493] Che in mezzo a questi Ercole, per vaghezza di gloria, fosse
ito per lo mondo uccidendo mostri e spegnendo tiranni. — Però
questo non fu un solo tebano, ma tanti Ercoli quante furono
le antiche nazioni, come sta qui appieno pruovato.
xvi
      [494] Che le prime guerre si fossono fatte per la sola gloria e
riportarne per insegna le prede in casa. — Queste furono i la‐
dronecci eroici: onde «ladrone» fu titolo orrevole di eroe.
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