— 269 —

I

Tavola delle tradizioni volgari.
      [477] Le quali sul principio, indirizzando noi quest’opera all’Uni‐
versitá dell’Europa, riverentemente dicevamo doversi sottomet‐
tere alla critica severa di un esatto raziocinio metafisico; ed
ove, nel libro primo, disperammo ritruovare i princípi di questa
Scienza da’ filosofi e da’ filologi, per far accorto il leggitore
che sospendesse di ricordarlesi o immaginare soltanto brieve
spazio di tempo quanto vi bisogna a leggere questi libri, perché,
ripigliandole dipoi, esso da se stesso vi riconoscerebbe il vero
che loro avea dato il motivo di nascere ed intenderebbe le
cagioni onde ci vennero ricoverte di falso. Delle quali Giovanni
Clerico, nella parte seconda del volume decimottavo della Bi‐
blioteca antica e moderna, all’articolo ottavo, nel riferire il
libro De constantia philologiae, che è una parte di altra opera
nostra, che egli ivi rapporta, ove, per altri princípi e con or‐
dine a questo tutto opposto, queste stesse tradizioni di leggieri
si notano, ne dá il seguente giudizio: «Egli ci dá in accorcio
le principali epoche dopo il Diluvio infino al tempo nel quale
Annibale portò la guerra in Italia. Perché egli discorre in tutto
il corso del libro sopra diverse cose che seguirono in questo
spazio di tempo e fa molte osservazioni di filologia sopra un
gran numero di materie, emendando quantitá di errori volgari,
a cui uomini intendentissimi non hanno punto badato
».
Vico SN25Nic 269