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      [432] Venere è il principio della bellezza civile, onde sono belli
Teseo, Bacco, Perseo, Bellerofonte; e Ganimede, che è rapito
dall’aquila (ha la scienza degli auspíci), è ministro alla mensa
di Giove (ministra a Giove co’ sacrifici): la qual favola truovò
acconcia Platone a confermare la vita divina de’ filosofi che
meditano nelle veritá astratte ed eterne. A sí fatti belli si op‐
pongono i mostri, nati da’ vaghi concubiti; sicché è la bellezza
della quale volevano belli i parti loro gli spartani: altrimente,
gli gittavano dal monte Taigeta.       [433] L’idea di Venere si destò avvertendosi, gli eroi (de’ quali
fu carattere Venere maschia) e l’eroine, belle al confronto della
bruttezza degli uomini e donne che dalla bestiale libertá si
ricevevano a’ loro asili. Sicché Venere dovette nelle menti
greche nascere dopo Opi, e però essere la nona divinitá delle
case antiche. Questa è Venere eroica, nata in terra figliuola di
Giove ed altrove di Saturno. E, coverta le vergogne, è Venere
pronuba, nume altresí delle nozze sollenni; e ’l cesto, che la
cuopriva, dovette prima essere di frondi, poi di pelli, indi di
rozzi panni, che finalmente i poeti corrotti intesserono di tutti
i fomenti della libidine. Di questa Venere è figliuolo Amore
alato, Amore con gli auspíci, l’amor coniugale: bendato gli
occhi per quella ragione onde Venere si cuopre col cesto,
fornito della fiaccola di quel fuoco con cui i romani contraevano
le nozze «acqua et igni», la stessa che la fiaccola d’Imeneo,
la quale è di quelle spine che bruciarono allo ’ncendio delle
selve. Che è mitologia piú propia di quella: che i violenti di
Obbes riflettessero alle fiamme ed alle punture amorose che si
fan sentire dalla delicatezza del piacere de’ sensi. Di questa
Venere sono ministre le Grazie, che sono gli uffici civili: onde
a’ latini restò «gratia» per «caussa», appo quali «caussa»
significa l’istesso che «affare», «negozio». A questa Venere
eroica sono consecrati i cigni, pur sacri ad Apollo, che canta
gli auspíci alle nozze, in uno de’ quali cangiossi Giove e
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