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non giganti, e di Caino e sua generazione empia gigantesca a
Cam e Giafet ed alle loro razze di giganti, avendovi dovuto
precorrere il séguito de’ medesimi effetti — finalmente Caino,
accorto de’ mali della vita vagabonda ed empia, con alquanti
giganti nati almeno fra dugento anni del suo error bestiale,
dovette fondare la cittá in odio della religione del padre Adamo
sopra la divinazione d’una qualche simigliante spezie a quella
de’ caldei (perché a lui non precedette alcun diluvio, onde a
capo di lunga etá avesse dovuto tuonare il cielo, che forse
innanzi al Diluvio non tuonò mai) e vi restituí l’agricoltura,
che, come di mente schiarita nella vera religione, in cui nacque
e crebbe, egli aveva giá ritruovata; con questa sola ma rile‐
vante differenza: che Adamo, illuminato dal vero Dio, ritruovò
tosto una favella eroica articolata; ma Caino, perché gli era
stato bisogno unire gli sperduti giganti sull’idea di qualche
divinitá provvedente, per communicare con essoloro, dovette
incominciare da una favella divina muta. Cosí si supplisce
il lungo tratto di milleseicencinquansei anni che corre oscuro
nella storia sagra antidiluviana.       [407] La perpetuitá della storia sagra con la profana si è truo‐
vata pur sopra, ove dimostrammo il diluvio universale ed i
giganti essere stati in natura.
Capo v

Comprendimento della storia oscura

degli assiri, fenici, egizi.
      [408] Fra mille anni dopo il Diluvio comparisce la monarchia di
Nino tra la gente caldea; e, per la schiavitú sofferta dagli ebrei
in Egitto dentro questo tempo (piú verso il fine), per le cose
sopra ragionate l’Egitto si reggeva da monarchi; e giá Tiro
nel fine di questo istesso tempo è celebre per la navigazione
e per le colonie. Onde si dimostra e nell’Assiria e nell’Egitto
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