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cotti «lens»; il cibo piú grossolano composto «puls», vivanda
di farina e cascio. La prima stagione «ver»: oltre il fulmine
e ’l tuono, che si disse «Ious» per gli nostri princípi, «nubs
nubis», «nix», «ros», che dovette da principio significare
la pioggia. Le delizie del secolo dell’oro «lac», «mel»; e ’l
contrario di questi «fel». Le parti che compongono l’iconomia
delle pianti «stirps», «tralx», «flos», «frons», «frux», ond’è
«fructus» e «frutex», ed indi «frui» e quindi «fruticari».
Gli animali piú utili «bos», «sus», pur detto σῦς a’ greci:
forse «ovis» si disse prima da’ latini monosillaba «ovs» per
quello che quindi a poco dirassi. La prima virtú degli uomini
tutti feroci e fieri detta con divino vocabolo «Mars», onde
forse si disse «mas». Il genere di tutti i mestieri «ars»; la
materia di tutta la pastoreccia «grex», di tutta la villereccia
«rus» e ’l suo piú riputato stromento «falx»; il recinto de’
campi «seps», comune a’ greci, σῆψ. La casa con divino vo‐
cabolo detta «Lar»; la principal materia dell’architettura
«trabs», «calx», e della navale «trabs», «pix»; e della
calce e della pece esso genere «glus», ond’è «gluten» e «glu‐
tinum». Il vocabolario degl’infanti «res». Il primo frumento
«far», il primo condimento «sal». La prima suppellettile
«vas», ond’è «convasare», termine militare, «imbaliciare»,
e tra le piú necessarie sue parti «lanx». Il primo metallo
«aes»; la prima moneta «as», ed «as» l’intiero, di cui diviso
è «pars». Il piú rozzo degli dèi «Pan». Il privato premio
della virtú «laus». Il piú semplice degli onori agli dèi «thus».
La prima delle passioni «spes»; l’ultima delle cose terribili
«mors». Fonda la societá di essi dèi «Styx», l’acqua profonda
o sia la sorgiva delle fontane, per la quale essi sollennemente
giuravano. L’inegualitá de’ luoghi che poté sentirsi dagli scem‐
pioni «mons» e «scrobs». La pietra, dalla qual battuta i primi
eroi cacciarono il fuoco, «cos». Il genere di tutte le lordure
«fex». I princípi della civiltá «vir», che restò a’ romani a
significare «marito», «sacerdote» e «maestrato»; «dos»,
con la quale gli eroi comperavano le mogli, e ne restò a’
romani antichi il matrimonio sollenne, che celebravano «coëm‐
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