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altre nazioni). Le quali grida fa d’uopo essere state le prime
«obtestationes deorum» per difendere le messi e biade da’ ladri
empi, i quali scongiuramenti, venute poi le guerre pubbliche,
passarono ne’ manifesti de’ principi, come testé si è dimostrato.
Talché qui si è scoperta l’origine d’intimare per gli araldi le
guerre. Lo che fanno con una lingua naturale da comunicare
tra loro le nazioni di articolate lingue diverse: che è una certa
lingua dell’armi, propia del diritto delle genti, che nel capo
seguente ritruoveremo essere il principio dell’imprese eroiche,
del blasone, delle medaglie.       [180] E qui si scuopre il principio delle vendicazioni, fondato nel
diritto ottimo de’ campi delle genti latine, che in antica lingua
significò «diritto fortissimo»: detto «ottimo» dallo implorare
«opem deorum», che facevano i forti priegando i dèi che dassero
loro forza di uccidere i ladroni. Il quale in greco non si può
rendere piú elegantemente che δίκαιον ἡροωϊκόν ovvero ἄριστον,/
sopra il quale poi sursero le prime repubbliche eroiche, dette
«aristocratiche» a’ greci, «di ottimati» a’ latini.
Capo xlii

Diritto del nodo principio delle obbligazioni

ed abbozzo delle ripresaglie e della schiavitú.
      [181] Altra principal parte di tal diritto divino fu quello appel‐
lato «del nodo», che gli stessi pareggiatori attici non osan
dirlo essi traggittato di Grecia in Roma, che pur nella storia
favolosa de’ greci fu detto «nesso», come qui appresso si truo‐
verá, come «nexus» fu detto da’ latini. E restò a’ romani nel
famoso capo della legge delle XII Tavole, conceputo con questi
vocaboli di «prigioniero» e di «schiavo», «Qui nexum faciet
mancipiumque
», per lo quale i creditori imploravan prima la
fede degli dèi, che fu il primo e propio «implorare deorum
fidem». E la «fede», intesa per la «forza», bisognò essere
in quel rozzissimo tempo una corda di vinchi (ché tal dovette
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