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e magnanima natura di eroi che non san mentire, la qual è arte
codarda e vile, perché con veritá intendevano esser essi figliuoli
di que’ seppelliti, da’ quali avevano ancora le loro donne. Cosí
quivi, oltre l’una parte dell’eroismo, che era di atterrare i la‐
droni, questa è l’altra di soccorrere i pericolanti che doman‐
dano mercé. Laonde i romani furono gli eroi del mondo per
queste due arti:
Parcere subiectis et debellare superbos.
      [147] E qui si vendica il principio eterno de’ regni dalle due vol‐
gari accuse, una dell’impostura, l’altra della forza: perché tutta
fu umanitá generosa che diede loro i primi princípi, alli quali
si devono richiamare tutti gli altri appresso, quantunque con
impostura o forza acquistati, perché reggano e si conservino.
I quali princípi non videro i politici quando stabilirono quella
massima tanto celebre: che «gli Stati si conservano con quelle
arti con le quali sono stati acquistati
». I quali, sempre e da‐
pertutto, si sono conservati con la giustizia e con la clemenza,
le quali, senza dubbio, non sono né impostura né forza.
Capo xxx

Scoverta delle prime clientele e l’abbozzo

delle rese di guerra.
      [148] Tutte le anzi fatte scoverte bisognavano per ritruovare la
prima e vera origine delle clientele, fondate tutte in ciò: che
i vagabondi deboli, rifuggiti alle terre de’ forti, vi furono ri‐
cevuti sotto la giusta legge: che, poiché vi vennero per cam‐
parvi la vita, la vi sostentassero con le opere camperecce, di
cui i signori arebbono loro insegnata l’arte. Onde le clientele
si osservano un costume universale di tutte le antiche nazioni,
delle quali particolarmente la storia romana narra con tutta la
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