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      [110] Convenevolmente a sí fatto costume umano, gli uomini,
ignoranti delle cagioni, ogni cosa straordinaria in natura che
richiami la loro meraviglia, sono dalla loro natural curiositá
naturalmente destati a desiderar di sapere che quella tal cosa
voglia significare. Questo si truova l’universal principio di tutta
la divinazione in tutte le innumerabili spezie diverse usate dalle
gentili nazioni.       [111] I quali princípi, entrambi, come si vede, sono fondati sopra
questa metafisica veritá: che l’uomo ignorante ciò che non sa
estima dalla sua propia natura. Cosí l’idolatria e la divinazione
sono ritruovati di una poesia tutta, qual dee essere, fantastica,
entrambe uscite con questa metafora, che fu la prima a con‐
cepirsi da mente umana civile e la piú sublime di quante se
ne formarono appresso: che ’l mondo e tutta la natura è un
gran corpo intelligente, che parli con parole reali e, con estraor‐
dinarie sí fatte voci, avvisi agli uomini cose di che con piú
religione voglia esser inteso. Che si truova il principio univer‐
sale de’ sacrifizi appo tutti i gentili, con le cui cerimonie essi
proccuravano ovvero spiavano superstiziosamente gli augúri.
Capo xv

Con una metafisica del genere umano si truova il gran
      principio della divisione de’ campi e ’l primo abbozzo
      de’ regni.       [112] Ma, siccome la giurisprudenza particolare d’un popolo, quale
per esemplo la romana, in forza di una civil metafisica, deve
ella entrare nella mente de’ legislatori ed avere la notizia de’
costumi e del governo di quel popolo per intender bene la
storia del civil diritto col quale quel popolo si è governato
innanzi e tuttavia si governa, cosí questa giurisprudenza del
genere umano deve condursi da una metafisica, e quindi da
una morale e politica, di esso genere umano medesimo per sa‐
pere con iscienza la storia del diritto natural delle nazioni.
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