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e dalle angustie delle parole, finalmente da ogni corpulenza,
stimata prima sostanza dell’affare, e siensi condotte al loro puro
e vero principio, che è la loro propia sostanza, che è la so‐
stanza umana, la nostra volontá determinata dalla nostra mente
con la forza del vero, che si chiama «coscienza». E tutto ciò,
perché il diritto natural delle genti egli è un diritto uscito coi
costumi istessi delle nazioni sopra l’idee che esse hanno avuto
della loro natura.       [52] Onde (e questo, oltra il testé arrecato esemplo di ragion
privata, siane un altro di ragion pubblica), se vi fu un anti‐
chissimo tempo che vi fossero stati uomini di sformate forze
di corpi ed altrettanto stupidi d’intendimento, sull’idea di sí
fatta loro natura che avesse dettato loro doversi temere per di‐
vinitá una forza ad ogni sí fatta loro umana superiore, egli
sarebbe, questo, stato creduto il loro diritto divino, per le cui
conseguenze dovevano essi nella forza riporre tutta la lor ra‐
gione. Quale appunto professa Achille — il massimo de’ greci
eroi, che con l’aggiunto perpetuo d’«irreprensibile» fu da Omero
proposto alle genti di Grecia in esemplo della eroica virtú, — il
quale, per quel diritto divino, egli professa ad Apollo di esti‐
marlo dio per la di lui forza alle sue superiore, ove afferma
che, se esso avesse forze a quel dio eguali, non si sgomente‐
rebbe di venire a tenzone con essolui. Che sembra con piú
riverenza degli dèi detto da Achille di quello che dice Poli‐
femo: che esso, se ne avesse la facoltá, combatterebbe col me‐
desimo Giove. E pure tra’ giganti erano stati gli áuguri, i quali
non potevano vivere tra gli atei, un de’ quali aveva a Polifemo
predetto il caso che egli poi sofferse da Ulisse! Anzi, per quel
diritto divino, alla fatta e di Achille e di Polifemo il mede‐
simo Giove estima se stesso, ove fa la profferta della gran ca‐
tena, da uno de’ cui capi esso solo si strascinerebbe tutti gli
uomini e tutti i dèi attenutivi dall’altro capo opposto, per ap‐
pruovare, con tal sua forza cotanto superiore, esso essere il re
degli uomini e degli dèi.       [53] Per le conseguenze di cotal diritto divino, diciamo che
Achille ad Ettorre, che vuol patteggiar seco la sepoltura se
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