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alcuni per accreditare la loro dottrina con l’antichitá e con la
religione: perché, se quelli si mettono al confronto della canzone
platonica Dell’amore di Geronimo Benivieni, che meritò le note
di Gian Pico della Mirandola, questa è assai piú poetica. Tanto
que’ versi sanno dello scolastico! Per le quali cose tutte si con‐
chiude essere state imposture di dotti, come fu certamente sco‐
verto il Pimandra di Francesco Flusso Candalla.       [30] Onde, poiché la natura di esse lingue cel nega e la critica
cel contrasta, non vi è alcuna necessitá di affermare per sí
fatti versi che i fondatori delle nazioni gentili sieno stati
sappienti di sapienza riposta; e, ’n conseguenza, ci si nega ra‐
gionare de’ princípi dell’umanitá delle nazioni con le ragioni le
quali ne hanno arrecate finora i filosofi, da Platone incomin‐
ciando: il quale, stimando forse il mondo eterno, si prese questa
parte del tempo suo, nella quale filosofi d’altre nazioni ingen‐
tilite avessero addimesticato il genere umano, in altre parti sel‐
vaggio. Che forse diede motivo agli eruditi fingersi ancora la
succession delle scuole: che Zoroaste addottrinò Beroso, Beroso
Trimegisto, Trimegisto Atlante, Atlante Orfeo; e i critici cri‐
stiani, i quali deve seguire Seldeno (tra’ quali l’ultimo per
tempo, come per erudizione a niuno secondo, è Pier Daniello
Uezio nella Dimostrazione evangelica), fanno uscire i fondatori
delle nazioni gentili tutti addottrinati dalla scuola di Noé: le
quali oppinioni nella particella seguente si dimostra essere af‐
fatto inragionevoli.       [31] Qui diremo solamente che Platone, seguendo troppo di
buona fede la volgar fama della sua Grecia, non rifletté che
vi fa venire l’umanitá da quella Tracia dalla quale piú tosto
escono i Marti crudeli, e tanto fu paese da produrre filosofi
che ne restò a essi greci quel proverbio, che pur è un giu‐
dizio pubblico d’un’intiera nazione, col quale dicevano «trace»
per significare «uomo di ottuso ingegno». Lo che contro Pla‐
tone e tutta la gentil filosofia dovrá valere per una dimostra‐
zion filologica che la religion degli ebrei fu fondata col mondo
creato in tempo dal vero Dio.
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