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sé, non dalla cura ed aiuto di Dio (qual principio conviene a
filosofo e filologo cristiano e, perché cristiano, si dá, non per
ipotesi, ma di fatto); — e come poi dalla loro bestiale libertá
essi si ricevettero a vita civile con le false religioni: — qui
sí, che a rinvenire le guise, che sarebbono i princípi del mondo
delle nazioni gentili, ci spaventa la natura medesima di essa
antichitá, che ella in tutte le cose ha di nascondere le sue ori‐
gini. Perché cosí sta per natura disposto: che prima gli uomini
abbiano operato le cose per un certo senso umano senza av‐
vertirle; dipoi, ed assai tardi, vi abbiano applicato la rifles‐
sione; e, ragionando sopra gli effetti, vi abbiano contemplato
nelle cagioni.
Capo ix

... cosí da’ filosofi...
      [27] Quindi due e non piú si possono in natura immaginare le
guise onde abbia il mondo delle gentili nazioni incominciato:
o da alcuni uomini sappienti che avessero ordinato per rifles‐
sione, o che uomini bestioni vi fussero per un certo senso o sia
istinto umano convenuti. Però c’impedisce venire nella prima
oppinione essa natura de’ princípi, che in tutte le cose sono
semplici e rozzi; e tali devono essere stati i princípi del‐
l’umanitá gentilesca, dalla quale provennero, siensi pure, come
sono stati finora creduti, pieni di altissima sapienza riposta i
Zoroasti, i Mercuri Trimegisti, gli Orfei ed avere con quella
fondato l’umanitá degli assiri, degli egizi, de’ greci. Ne’ quali
princípi, se non si vuole, come non si dee, dare nell’eternitá
del mondo, era da meditarsi per istabilire la scienza dell’uma‐
nitá, o sia della natura delle nazioni, sopra certi primi oltre
i quali sia stolta la curiositá di domandare altri primi, che è
la vera caratteristica della scienza.       [28] Né gli oracoli che si dicono di Zoroaste, né gli orfici, versi
smaltiti fatti da Orfeo, punto ci obbligano a doverne credere
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