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Adunque, questi uomini exlegi, ed
empj andando vagabondi dove lor portava il talento per
questa gran selva del Mondo, perduta ogni umanità, con
lingua incerta, sciolti in una brutta e incerta, e perché
incerta spesso nefaria libidine, e marcendo nell'ozio, cagionato
dall'abbondanza de' frutti, che dava lor la natura,
a guisa di fiere tutti soli non riconoscevano i loro,
i quali perciò lasciavano morti sopra la terra insepolti.
Pochi di miglior indole in quell'ozio contemplando
il Cielo
, da i moti degli Astri, il credettero animato,
e che parlasse co i fulmini: onde nella scienza Augurale
è il verbo contemplari derivato dalle regioni del Cielo,
che dicevano templa, che gli Auguri disegnavano, per
osservare, onde fulminasse, o volasser gli uccelli; contemplari
i Greci dicono θεωρεῖν, meditari Deum. Che
costoro credendo il Cielo Dio, vergognandosi della sfacciata
Venere in faccia del Cielo; onde poi la purità per
far sacrificio fu detta Castitas; perciò si ritirassero, presasi
ogni uno una donna, in luoghi dove non lucesse,
detti luci, non mai da' Latini nominati senza alcuna
religione: e per istar fermi, ove avessero copia d'acqua,
osservato, che gli uccelli fanno i nidi presso a' fonti, seguitarono
la lor guida per lo più ne i monti, perché ivi
scaturiscono per lo più: e provenne la religione dell'acqua:
che i Dei stessi giurano per Stige, l'acqua profonda:
e sì la natura gli fè trovare poi postati in luoghi forti,
che dalla voce παγὴ fons, Pagi primamente furono
detti. Da' Greci Διός, da' Latini Dius, come il mostra
la voce Diespiter, fu detto Giove; e 'l Cielo, e tutto
ciò, che è del Cielo Dium; e credendo gli uccelli animali
celesti; da quelli fondarono la Divinazione negli
Auspicj; e sì nacque tra essi prima di tutti il Ius divino,
che dissero da principio assolutamente Ius, come lo
stesso narra Platone de' Greci, che lo dissero δίαιον, e per
bellezza di prononzia poi aggiunservi il κ, e fecero
δίκαιον: ma i Latini meglio dissero ious, donde forse
venne l'obliquo Iovis: ma poi che nacque il Ius umano,
si diede al primo l'aggionto di Divino. I Poeti fanno
di tutto ciò un carattere, Giove, e l'assegnano l' Aquila,
e 'l Fulmine, le due cose più osservate nella loro divinità:
e i Romani tutti gli uccelli grandi dissero Aquilas,
quasi Aquilegas, (donde pruova avere avvuto il
nome le prime leggi) e le stimarono i Numi dell'Imperio
Rom.
. Quivi postati e fermi, onde forse fur detti Heri,
Signori, e forse indi fu detta Haereditas ab haerendo,
che corrispondono al Theseo de' Greci detto a θέσει,
positione: ed usando con certe donne, e sole sotto certa
custodia, divennero certi Padri; e s'inoltrò il Certo con
l' Auttorità Economica, con la quale fondarono l' Imperio
paterno
: onde i Padri sono sommi nelle famiglie; e
pruova, che ebbero ne' figliuoli di familia il Ius vitae,
et necis
, gli tenevano per cosa sua, onde provenne la
suità, e per loro istromenti animati negli acquisti: e tra
le genti maggiori la patria potestà essere stata appunto
quella, ch'i Rom. poi dissero propia loro: e questi figliuoli
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furono i veri patrizj maiorum gentium, che
nomine possent ciere patrem; a' quali rispondono gli
ευπὰτριδαι degli antichissimi Atteniesi. Per tutto
ciò credettero essi soli aver il connubio, che est ius nubendi,
perché essi soli eran certi non commettere nefario
concubito; e gli auspicj esser loro propj, perché presi nelle
terre, che di communi fecero proprie con occuparle,
e con lo starci lunghissimo tempo postati: onde poi
l'usucapione restò appo tutte le nazioni modo d'acquistare
il dominio de' Regni. [>]
Vico SDU 282v-283r