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Quindi ripigliando
l'ordine incominciato, propone la definizione del Ius
Civile
in genere di Gaio, col quale omnes populi partim
suo proprio, partim communi omnium hominum
iure utuntur
: Due Assiomi; Primo, il Ius volontario
ha per sua fiaccola la Storia, o delle cose, o delle parole:
Secondo, è certa regola d'interpretazione, che le
parole si devono prendere nella lor propia significazione,
se non pure ne siegue inconveniente: Tre postulati;
Primo che tutto ciò, che per questi principj esso ragiona,
che gli uomini nel Tempo Oscuro dovettero operare,
se non ci osta la Sacra Storia, e molto più se ci assiste, si
conceda, che abbiano così operato: Secondo che essendo
il Ius Civile un ammasso di Ius gentium, e di proprio,
ciò che nel Ius Rom. si truova uniforme a ciò, che si narra
aver gli uomini nel Tempo Oscuro operato, si conceda
esser de Iure gentium: Terzo che i parlari, o di prosa,
o di verso, e molto più di verso, che di prosa (quando i
primi Scrittori Profani furono Poeti) i quali convengono
alle cose, le quali si narrano del Tempo Oscuro,
quelle propriamente significhino; e che poi la lor significazione
si sia impropiata: come per essemplo è più propio
usurpare trinoctium, detto della donna, che tre
notti si toglie al marito, e di se a lui usum surripit; che
usurpare per interrompere la possessione con citare il
possessore: ed è più propia la locuzion poetica per essemplo,
sanguis circa praecordia fervet, che irasci de'
prosatori; quello è un parlare per caratteri, per imagini:
questo un parlare per generi astratti, che del sangue, del
cuore, e del bollimento se ne è fatta una parola, che
dicesi Ira. [>]
Vico SDU 282v