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Monarchici, essa Religione dev'essere lo scudo de' Principi.
Laonde, perdendosi la Religione ne' popoli, nulla
resta loro per vivere in Società, nè scudo, per difendersi;
nè mezzo per consigliarsi; nè pianta, dov'essi
reggano; nè forma, per la qual'essi sien'affatto nel
Mondo. Quindi veda Bayle, se possan'esser di fatto
nazioni nel Mondo senza veruna cognizione di Dio! e
perchè veda Polibio, quanto sia vero il suo detto, che,
se fussero al Mondo Filosofi, non bisognerebbero al Mondo
Religioni
; che le Religioni sono quelle unicamente, per
le quali i popoli fanno opere virtuose per sensi; i quali
efficacemente muovono gli uomini ad operarle; e che
le massime da' Filosofi ragionate intorno a virtù, servono
solamente alla buona Eloquenza, per accender'i sensi
a far'i doveri delle virtù; con quella essenzial differenza
tralla nostra Cristiana, ch' è vera, e tutte l'altre degli
altri false; che nella nostra fa virtuosamente operare la
Divina Grazia per un Bene Infinito, ed Eterno, il quale
non può cader sotto i sensi; e 'n conseguenza per lo
quale la mente muove i sensi alle virtuose azioni; a rovescio
delle false, ch'avendosi proposti beni terminati,
e caduchi così in questa vita, come nell' altra, dove
aspettano una beatitudine di corporali piaceri; perciò i
sensi devono strascinare la mente a far' opere di virtù.
Ma pur la Provvedenza per l' ordine delle cose civili, che
'n questi Libri si è ragionato, ci si fa apertamente sentire
in quelli tre sensi uno di maraviglia, l'altro di venerazione,
c' hanno tutti i Dotti finor'avuto della Sapienza
innarrivabile degli Antichi, e 'l terzo dell'ardente
disiderio, onde fervettero di ricercarla, e di conseguirla;
perch'eglino son'in fatti tre lumi della sua Divinità, che
destò loro gli anzidetti tre bellissimi sensi diritti; i quali
poi dalla loro boria di Dotti unita alla boria delle Nazioni,
che noi sopra per prime Degnità proponemmo,
e per tutti questi Libri si son ripresse, loro si depravarono:
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