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abbiamo sopra dimostro, ch'essa revindicazione non altro
fusse, ch'una laudazione di tutto l' ordine de' Nobili,
che nell' Aristocratia Romana aveva fatto essa Città, in
autori
, da' quali essi plebei avevano la cagione del dominio
civile
, per lo quale potevano vindicar essi fondi:
il qual dominio dalla Legge delle XII. Tavole fu
sempre appellato Autoritas, dall' Autorità di dominio,
ch'aveva esso Senato Regnante sul Largo fondo
Romano
; nel quale il popolo poi con la libertà popolare
ebbe il Sovrano Imperio, come sopra si è ragionato. Della
qual' Autorità della barbarie seconda, alla quale, come
ad innumerabili altre cose noi in quest'Opera facciam
luce con le antichità della prima, (tanto ci sono riusciti
più oscuri de' tempi della barbarie prima questi
della seconda!) sono rimasti tre assai evidenti vestigj in
queste tre voci feudali. Prima nella voce diretto; la
qual conferma, che tal'azione dapprima era autorizzata
dal diretto padrone
. Dipoi nella voce laudemio,
che fu detto pagarsi eziandio per lo feudo, che si fusse
dovuto per cotal Laudazione in autore, che noi diciamo.
Finalmente nella voce laudo, che dovette dapprima
significare sentenza di giudice in tali spezie di
cause
; che poi restò a' giudizj, che si dicono compromessi:
perchè tali giudizj sembravano terminarsi amichevolmente
a petto de' giudizj, che si agitavano d'intorno
agli allodj; che Budeo oppina essere stati così
detti, quasi allaudj; come appo gl' Italiani da laude
si è fatto lode; per gli quali prima i Signori in duello la
si avevan dovuto veder con l' armi, come sopra si è
dimostrato: il qual costume ha durato infino alla mia
età nel nostro Reame di Napoli; dove i Baroni, non
co i giudizj civili, ma co' duelli vendicavano gli attentati
fatti da'altri Baroni dentro i territorj de' loro
Feudi. E come il dominio quiritario degli Antichi Romani,
così il diretto degli Antichi Barbari restarono
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