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riportarono comunicati loro il dominio certo de' campi,
i connubj, gl' imperj, i sacerdozj, e co' sacerdozj la
scienza ancor delle leggi; le Repubbliche durarono
Aristocratiche; ma poichè esse plebi dell'eroiche città
divenute numerose, ed anco agguerrite, che mettevano
paura a' Padri, che nelle Repubbliche de' pochi debbon'
essere pochi; ed assistite dalla forza, ch' è la loro moltitudine,
cominciarono a comandare leggi senza autorità
de' Senati
, si cangiarono le Repubbliche, e da Aristocratiche
divennero popolari; perchè non potevano pur'
un momento vivere ciascuna con due Potestà Somme Legislatrici,
senza essere distinte di subbjetti, di tempi,
di territorj; d'intorno a' quali, ne' quali, e dentro
i quali dovessero comandare le leggi; come con la Legge
Publilia
perciò Filone Dittatore dichiarò la Repubblica
Romana
essersi per natura fatta già popolare. In tal
cangiamento perchè l' autorità di dominio ritenesse ciò,
che poteva della cangiata sua forma, ella naturalmente
divenne autorità di tutela; siccome la potestà, c' hanno
i padri sopra i loro figliuoli impuberi, morti essi, diviene
in altri autorità di tutori: per la quale autorità i popoli
liberi signori de' lor'Imperj
, quasi pupilli regnanti,
essendo di debole consiglio pubblico, essi naturalmente si
fanno governare, come da' Tutori, da' lor Senati;
e sì furono Repubbliche libere per natura governate aristocraticamente.
Ma poichè i Potenti delle Repubbliche
popolari
ordinarono tal Consiglio pubblico a' privati interessi
della loro Potenza, e i popoli liberi per fini di private
utilità
si fecero da' Potenti sedurre ad assoggettire
la loro pubblica libertà all' ambizione di quelli, con dividersi
in partiti, sedizioni, guerre civili in eccidio
delle loro medesime nazioni, s'introdusse la forma Monarchica.

     
Vico SN44 469