— 455 —
che lo Stato Romano antico fu aristocratico. Ora ritornando
al proposito, poichè fu fermato dappertutto il
Gener'Umano con la solennità de' matrimonj, vennero
le Repubbliche popolari, e molto più appresso le Monarchie:
nelle quali per mezzo de' parentadi con le
plebi de' popoli, e delle successioni testamentarie, se ne
turbarono gli ordini della Nobiltà; e quindi andarono
tratto tratto uscendo le ricchezze delle Case Nobili: perchè
appieno sopra si è dimostrato, ch'i plebei Romani
fin'al trecento, e nove di Roma, che riportarono da'
Patrizj finalmente comunicati i connubj, o sia la ragione
di contrarre nozze solenni, essi contrassero matrimonj
naturali
. Nè in quello stato miserevole quasi di
vilissimi schiavi, come la Storia Romana pure gli ci racconta,
potevano pretendere d' imparentare con essi Nobili:
ch' è una delle cose massime, onde dicevamo in
quest'Opera la prima volta stampata, che se non si danno
questi Principj alla Giurisprudenza Romana, la
Romana Storia è più incredibile della Favolosa de' Greci,
quale finora ci è stata ella narrata; perchè di questa
non sapevamo, che si avesse voluto dire; ma della
Romana sentiamo nella nostra natura l'ordine de' disiderj
umani esser tutto contrario
; che uomini miserabilissimi
pretendessero prima nobiltà nella contesa de' connubj;
poi onori con quella, che loro comunicassesi il Consolato;
finalmente ricchezze con l'ultima pretensione,
che fecero de' Sacerdozj: quando per eterna comune
civil natura gli uomini prima disiderano ricchezze, dopo
di queste onori, e per ultimo nobiltà. Laonde s' ha
necessariamente a dire, ch'avendo i plebei riportato
da' Nobili il dominio certo de' campi con la Legge delle
XII. Tavole
, che noi sopra dimostrammo essere stata
la seconda Agraria del Mondo; ed essendo ancora stranieri;
perchè tal dominio puossi concedere agli stranieri;
con la sperienza furono fatti accorti, che non
Vico SN44 455