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che dal concetto innato della Provvedenza, c' hanno
universalmente le Nazioni; alla quale si debbono
conformare, ove vedono affliggersi i giusti, e prosperarsi
gli scellerati, come nell' Idea dell'Opera altra volta
si è detto.
      I secondi giudizj per la recente origine de' giudizj
divini
furono tutti ordinarj, osservati con una somma
scrupolosità di parole, che da' giudizj innanzi stati divini
dovette restar detta religio verborum; conforme le
cose divine universalmente son concepute con formole
consagrate
, che non si possono d'una letteruccia alterare;
onde delle antiche formole dell'azioni si diceva, qui
cadit virgulâ, caussâ cadit
: ch' è 'l Diritto Naturale delle
Genti Eroiche
osservato naturalmente dalla Giurisprudenza
Romana Antica
: e fu il fari del Pretore, ch'era
un parlar'innalterabile; dal quale furono detti dies fasti,
i giorni, ne' quali rendeva ragion'il Pretore; la quale,
perchè i soli Eroi ne avevano la comunione nell' Eroiche
Aristocratie
, dev'esser'il Fas Deorum de' tempi ne'
quali, come sopra abbiamo spiegato, gli Eroi s'avevano
preso il nome di Dei; donde poi fu detto Fatum
sopra le cose della Natura l' ordine ineluttabile delle cagioni,
che le produce: perchè tale sia il parlare di Dio:
onde forse agl' Italiani venne detto ordinare, et in ispezie
in ragionamento di Leggi, per dare comandi, che
si devono necessariamente eseguire. Per cotal' ordine,
che 'n ragionamento di giudizj significa solenne formola
d'azione
, ch'aveva dettato la crudele, e vil pena contro
l'inclito reo d' Orazio, non potevano i Duumviri essi
stessi assolverlo, quantunque fussesi ritruovato innocente;
e 'l popolo, a cui n'appellò l' assolvette, come Livio
il racconta, magis admiratione virtutis, quam jure
caussae
. E tal' ordine di giudizj bisognò ne' tempi d' Achille,
che riponeva tutta la ragion nella forza, per
quella propietà de' Potenti, che descrive Plauto con la
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