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della Provvedenza Divina; perchè i Padri Polifemi dalla
loro vita selvaggia, come con Omero, e Platone si
sono sopra osservati, senza un tale, e tanto lor privato
interesse medesimato col pubblico, non si potevano
altrimente indurre a celebrare la civiltà, com'altra
volta sopra si è riflettuto. Al contrario ne' Tempi Umani,
ne' quali gli Stati provengono o liberi popolari, o
monarchici; perchè i cittadini ne' primi comandano il
ben pubblico, che si ripartisce loro in minutissime parti,
quanti son'essi cittadini, che fanno il popolo, che vi
comanda; e ne' secondi son'i sudditi comandati d'attender'
a' loro privati interessi
, e lasciare la cura del Pubblico
al Sovrano Principe
: aggiugnendo a ciò le naturali
cagioni
, le quali produssero tali forme di stati: che sono
tutte contrarie a quelle, che produtto avevano
l' Eroismo; le quali sopra dimostrammo esser' affetto d'agi,
tenerezza di figliuoli, amor di donne
, e disiderio di vita:
per tutto ciò son'oggi gli uomini naturalmente portati
ad attendere all' ultime circostanze de' fatti, le quali
agguaglino le loro private utilità; ch' è l' Aequum Bonum,
considerato dalla terza spezie di Ragione, che
qui era da ragionarsi; la quale si dice Ragion Naturale,
e da' Giureconsulti Aequitas Naturalis vien'appellata;
della quale sola è capace la moltitudine: perchè
questa considera gli ultimi a se appartenenti motivi del
giusto
, che meritano le cause nell' individuali loro spezie
de' fatti
; e nelle Monarchie bisognano pochi sappienti di
stato
, per consigliare con l' Equità Civile le pubbliche
emergenze ne' Gabinetti; e moltissimi Giureconsulti di
Giurisprudenza privata
, che professa Equità Naturale,
per ministrare giustizia a' popoli.
     
Vico SN44 426